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Narrativa

Violette, la bambina ” Presenza – Assenza”

Una bambina come tante. Una famiglia a prima vista modello, un cane e tante case in tanti posti diversi: una a Roma, l’altra a Parigi e un’altra in Bretagna, la più bella, a pochi passi dal mare. L’ideale per leccarsi le ferite dei sogni non realizzati.
Lei è Violette, protagonista e voce narrante di “Voglio vivere una volta sola”, romanzo poetico e visionario di Francesco Carofiglio. Le giornate della bambina sono piacevoli e scorrono tra letture, musica e passeggiate. Ma le notti no. Le notti sono diverse. Violette non dorme, cammina al buio, indossando solo il suo abito celeste, celeste come i suoi occhi. E trascorre le ore contando i libri della sua famiglia. “Tremilaottocentosettantotto per l’esattezza” – una biblioteca ben fornita, tra cui spiccano titoli come “Colazione da Tiffany” e “ Cyrano”. Pensa al mondo che cambia, ai suoi genitori che invecchiano e ai fratelli che crescono. Ma lei no, lei rimane sempre la stessa. Perché lei è la bambina che non c’è. Non abortita né morta, soltanto mai concepita. È il puro e semplice desiderio di tutti loro, della mamma, del papà, dei fratelli e perfino del suo cagnolino.
Ecco perché esiste. Ed esisterà almeno fino a quando qualcuno continuerà a volerle bene. È una presenza-assenza che guida la quotidianità della famiglia. Ma è soprattutto il baricentro di quella strana famiglia, di cui ne accompagna tradimenti, reali o desiderati, innamoramenti e rotture.
Così, Violette riesce a raccontare il suo mondo con una leggerezza allegra e malinconica allo stesso tempo, in bilico tra sogno e realtà. La sua storia, edita da Piemme e narrata in 182 pagine in uno stile rotondo ed epifanico, ha a che fare con ciò che ciascuno ha vagheggiato per la propria vita, dando corpo a quello su cui non si è potuto scegliere e, alla fine, non è capitato.

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