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Narrativa

Un posto nel mondo (Fabio Volo)

Una mattina, per il giornale, ho intervistato Elsa Franzetti, della Franzetti Editrice. È stata una bella chiacchierata, uno di quegli incontri che rendono piacevole il lavoro. Abbiamo parlato molto di libri. A un certo punto, affascinato da quella donna così interessante e straordinariamente bella, le ho detto una balla clamorosa. Le ho parlato di un me che non avevo mai avuto il coraggio di essere e ho sparato: “Anch’io ho scritto un libro in questi anni, ma non l’ho mai consegnato a nessuno perché lo considero un lavoro modesto. Ma prima o poi troverò il coraggio di farlo”.

“Mi farebbe molto piacere leggerlo, mi incuriosisce sapere cosa ha scritto e, perché no?, se è un buon lavoro, pubblicarlo”.

La sua risposta mi ha spiazzato perché non me l’aspettavo, probabilmente era frutto di quell’intesa che era nata dopo la nostra chiacchierata. Mentre in sottofondo si sentiva il suono delle dita che scivolavano sui vetri ho risposto: “A essere sincero devo ancora sistemare delle parti che non mi convincono, ma appena è pronto le manderò il manoscritto”.

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