Skip to content
Scrittori emergenti

Intervista a Stefano Tevini

“Ogni cosa che osservo, ogni idea è un blocco di marmo che, quasi come preso da un tic nervoso, inizio a lavorare con la mente fino a ricavarne, poco per volta, un prodotto semilavorato”, ci ha raccontato lo scrittore Stefano Tevini, parlando della sua ispirazione.

Stefano Tevini
Stefano Tevini

Scoprite di più su di lui in questa intervista!

Oggi conosciamo meglio lo scrittore Stefano Tevini.

Benvenuto Stefano, parlaci brevemente della tua vita: di cosa ti occupi? Cosa sogni? Dove vivi?

Come tutti i supereroi, il Writing Class Hero ha una doppia identità. O tripla. O di più, ho perso il conto. Dalle 8.30 alle 17.30, esclusa la pausa pranzo, sono un impiegato in cerca di un lavoro più soddisfacente, fuori dall’orario di lavoro sono molte cose. Scrittore, lottatore di wrestling, crapulone impenitente e avido lettore. Cosa sogno? Di poter campare di quel che amo.

Se ripensi a quando hai cominciato a scrivere, cosa ti viene in mente?

Al primo reading con quei teppisti di Anonima Scrittori, i miei amici fraterni, i miei compagni in quelli che sono stati anni bellissimi. Eravamo al Photographer’s, un locale di Milano. Ho letto il mio primo racconto, un distopico satirico veloce come una palla di fucile. Funzionava. Boom. Wow, ci sono, dopo anni a cercare una forma di espressione l’ho trovata. Non ho più smesso. Di scrivere, e di girare per locali.

Quanti libri hai pubblicato?

Finora quattro. Tre romanzi: Vampiro Tossico e Testamento di una Maschera per La Ponga Edizioni, Storia di Cento Occhi per Safarà Editore stefano tevini

e Riassunto delle puntate precedenti per Augh! Edizioni.

Riassunto delle puntate precedenti

Di cosa trattano i tuoi libri?

Amo utilizzare il fantastico per portare al lettore il mio sguardo sul mondo. Il taglio dei miei romanzi è sempre, in qualche modo, sociale e politico. Parlo di dipendenze, di paranoia del controllo, in generale passo il filo di un rasoio sui nervi scoperti della nostra società mettendo in scena scenari distopici allucinati e dolorosi. Credo nella scrittura sintetica ma musicale, curata ma senza eccessivi ricami, funzionale e senza l’ossessione della bella pagina a tutti i costi. Mi piace colpire duro, e a fondo.

Ci racconti da dove nasce la tua ispirazione?

Letteralmente dappertutto. Ogni cosa che osservo, ogni idea è un blocco di marmo che, quasi come preso da un tic nervoso, inizio a lavorare con la mente fino a ricavarne, poco per volta, un prodotto semilavorato. Sono un osservatore acuto e, allo stesso momento, tendo ad alienarmi per lavorare le mie idee. Schizofrenico? Forse.

Scegli una citazione che rappresenti te.

Non so se dio esista, ma se non esiste ci fa una figura migliore

(Stefano Benni)

Scegli una citazione che rappresenti il tuo rapporto con la scrittura.

Non riesco a dare un senso alle cose senza creare realtà parallele perché, con tutta evidenza, un senso non c’è. Eppure, non si può vivere senza senso.

(Wu ming 5)

Grazie, Stefano!

Buona lettura a Voi!

Bandi di Concorsi Letterari attivi questa Estate

Carla

Intervista a Stefano Giannotti

Carla

Intervista a Pino Campo

Carla
[]