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Narrativa

Roma criminale

Ma lo scacco alla giustizia era comunque compiuto. Intanto perché la Corte, pur di condannarli, dovette ricorrere all’aberrazione per cui venivano reputati colpevoli l’uno per concorso materiale, l’altro per concorso morale senza indicare chi tra i due fosse l’esecutore e chi il complice. E poi perché la sentenza fu letta non agli imputati ma a due annoiati membri del collegio di difesa e a un usciere casualmente capitato in aula; una situazione paradossale, metafora di una giustizia basata sul compromesso, in cui il denaro sufficiente alla fuga è ancora risorsa che cambia il corso di una storia. “Mi dicono che via Veneto non sia più quella di una volta. Quando ci penso non provo nulla”, dichiarò Claire dal suo esilio dorato.

Già. Una storia ormai lontana dalla capitale, la città che era stata il teatro di una passione, il luogo del delitto, la stabile sede di una patente ingiustizia.

“A me Roma piace moltissimo”, dice Marcello Rubini, il protagonista della Dolce Vita, “una specie di giungla, tiepida, tranquilla, dove ci si può nascondere bene”.

Pensa!!! È un ordine.

ChiaraT.

~The other side of the moon~Colore-parte8

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Quel che resta di noi

Stefania Saralli
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