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Poesia

MARIA DOLORE

Ho venduto il solletico che mi hai lasciato addosso

le scarpe e alcuni marciapiedi indigesti. Ho venduto

la pettinatura di mattina, il ciuffo di Leo, l’apertura

della porta spalancata che poi è sempre

di una giornata, quantunque non mi appartenga.

Ho venduto quel posticipo rientrato da un programma

ma non è bastato. Che puoi saperne di chi sta

ad aspettare ore, che si compia un’esplosione.

Che questa generi il fascino che avvolge la mia nuca

e il vento è solo paura. Ho venduto quello

che non voglio vendere, ho venduto un sasso che ci uccide

entrambi, un semaforo ingiallito, la scorza un un fiore

un limone ho venduto ad un Dio minore. La fatica stipata

nei muscoli, ho venduto la sorpresa di ascoltare la lista

della tua spesa. Ho venduto la futura mortificazione, ho venduto

il bianco al nero, il nero non voleva altro colore, ho venduto

chi mi vuole sulla croce, ho venduto la nave sull’oceano

bagnata di sole che vuole aspettare un carico risolutore.

Ho venduto la guancia ad un’arancia, la favola che approda da sola

ad un finale, ho venduto un’intero vino senza il suo barile.

Ho venduto la mia foto quando fumo con i baffi di velluto

ho venduto uno starnuto ! Ho venduto Sergio

affacciato tra le nuvole e il sole a Maria Dolore.

 

ANCORA UN KM

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Alice Santambrogio
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