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Scrittori emergenti

Intervista a Stefano Giannotti

Oggi ospitiamo lo scrittore Stefano Giannotti, che ci ha raccontato della sua ultima fatica letteraria e degli interessanti progetti per il futuro.stefano giannottiBenvenuto Stefano, ti va di raccontare ai lettori cosa si prova a scrivere? 

La sensazione di essere trasportato in un mondo particolare in cui hai modo di dire quello che vuoi senza restrizione e nel quale sei in grado di modellare gli eventi come meglio credi, un universo nel quale puoi realizzare amori mancati, visitare luoghi fantastici o dialogare con persone mai viste. Il desiderio è nato proprio per parlare, per esprimere le mie sensazioni su argomenti anche difficili che difficilmente rientrano in normali conversazioni.

Quando hai deciso di pubblicare e perché?

Qualche anno fa, un amico mi raccontò che c’erano studi per trasferire la memoria umana su un database. Questa notizia mi colpì molto e pensai che tutte i libri che avevo letto, i film visti, i luoghi visitati si sarebbero un giorno, spero lontano, persi. L’unico modo di condividerli era metterli su carta, divulgare attraverso un libro il mio amore per la letteratura.

Di cosa tratta il tuo libro?

Il libro si intitola Alla ricerca dell’isola perduta e, pur parlando di un viaggio, il titolo è solo un omaggio a Proust. Si tratta di un flusso di coscienza del protagonista, Andrea Neri, sulla propria vita. Il giorno in cui Andrea Neri viene aggredito e derubato è il giorno in cui morirà. Perché? Perché scopre, guardando il telegiornale che il rapitore è morto durante la fuga. A questo punto Andrea viene ritenuto morto per il resto del mondo e, lui decide di giocare questa partita. Andando avanti con la lettura, incontreremo tanti personaggi che richiamano la letteratura come ad esempio Voltaire, Proust, Joyce, Wolf, Stevenson ma anche Devil, il personaggio ideato da Stan Lee…

Inizia così il suo viaggio, il primo personaggio che incontriamo è Achab, il capitano di Moby Dick, il quale attraverso dei dialoghi farà riflettere Andrea sull’importanza del viaggiare, non intendo quello fisico ma bensì quello mentale, quello della fantasia. è solo grazie a questo viaggio mentale che comparirà l’isola perduta.
Vedremo un susseguirsi di personaggi, di dialoghi e di animali “immaginari”, è questo che caratterizza questa storia. L’isola perduta non è solo un inno alla letteratura, è un libro dai tratti filosofici, pieno di riflessioni e con tantissimi insegnamenti.
Posso affermare che è un vero e proprio percorso alla scoperta del proprio io, del perché esistiamo e, avvolte ci si questiona anche sulla figura di Dio.
Alla conclusione si pensa che sia solo frutto della immaginazione del protagonista, poi un sogno, poi forse la realtà…insomma il libro ci lascia un epilogo aperto, dove sono i lettori a dover dare un senso a questa storia, sono loro che cercando in sé stessi devono attribuire un finale degno di questo libro.

stefano giannotti

Ti è capitato di vivere il famoso “blocco dello scrittore”?

Non un vero e proprio blocco ma spesso mi chiede se quello che sto scrivendo possa interessare ad altri, per cui spesso cestino idee e inizi di nuovi racconti. Ho una sindrome da finale, spesso scarto progetti proprio perché non so come concludere la vicenda perché i lettori si aspettano sempre finali eclatanti.

Oltre a scrivere, cosa fai nella vita?

Sono un informatico e lavoro in un’azienda di software. Amo molto il mare e non vedo l’ora di poter tornare ad abitare nella mia città natale per poterlo vedere tutti i giorni.

Da lettore, quali libri preferisci?

Preferisco leggere i classici, tra gli autori Borges e Proust. Adorando la mia città e il mare una lettura che non manca mai è Jean Claude Izzo e la sua Marsiglia.

Scegli una citazione che rappresenti te.

Non sono niente. Non sarò mai niente. Non posso volere d’essere niente. A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo.

Scegli una citazione che rappresenti il tuo rapporto con la scrittura.

Per scrivere quel libro essenziale, l’unico libro vero, un grande scrittore non ha, nel senso comune della parola, da inventarlo, in quanto esiste già in ciascuno di noi, ma da tradurlo. Il dovere e il compito d’uno scrittore sono quelli d’un traduttore.

Gioie e dolori di questo tuo primo libro?

Inizialmente ho fatto fatica a farlo conoscere, in molti non mi hanno nemmeno risposto pur avendo mandato il testo. Poi ho ricevuto delle belle recensioni, soprattutto da giovani e questo mi ha fatto piacere. Desidero molto avere dei commenti e parlare del libro.

Progetti per il futuro?

A maggio uscirà il mio nuovo romanzo, poi mi sono dedicato a scrivere alcune poesie e sto cercando un editore. La poesia deve in poche parole descrivere una situazione lasciando molto all’immaginato e questa cosa mi piace molto.

Grazie a Stefano Giannotti, a Voi…Buona lettura!

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