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Scrittori emergenti

Intervista a SIR J

“…non sono io che scrivo ma qualcun’altro che racchiuso dentro di me, come un’entità diversa,  si arma di penna e calamaio, anzi di tastiera, e si mette a scrivere continuativamente, facendomi estraniare dal resto dell’universo. Credo di sapere chi è ma non vorrei rivelarlo, quanto meno non ora”.

In compenso, lo scrittore, che scrive sotto lo pseudonimo di SIR J, ci ha rivelato tanto altro.

nonno egeo sir jBenvenuto Sir J, ci racconti cosa si prova a scrivere? Quando ti sei accorto che non potevi farne a meno?

Buongiorno a tutti. Cosa si prova? Non so spiegarlo a parole.  Forse, anzi sicuramente  non sono io che scrivo ma qualcun’altro che racchiuso dentro di me, come un’entità diversa,  si arma di penna e calamaio, anzi di tastiera, e si mette a scrivere continuativamente, facendomi estraniare dal resto dell’universo. Credo di sapere chi è ma non vorrei rivelarlo, quanto meno non ora. Di certo c’è da dire una cosa. Una volta terminato di scrivere il concetto, o la frase, più che il libro stesso per intero, permane all’interno di me un senso di completezza, di piacere misto a godimento, di rilassatezza e di torpore da cui è difficile distaccarsi. Insomma questo io racchiuso dentro mi droga, mi fa entrare in un mondo diverso e sconosciuto. Mi soddisfa in toto, mi fa stare bene e di cui davvero non riesco a farne a meno.

Quando hai deciso di pubblicare e perché?

Devo esser sincero. All’inizio, convinto da un’amica che poi tale non si rivelò, mi misi a scrivere un insieme di racconti brevi, del genere horror, o quanto meno questa era la mia intenzione, per poi scriverne invece tre, ma lunghi. Venne fuori un libro molto corposo (dal nome “L.U.I.” dalle iniziali dei tre racconti), tale per cui decisi di scinderli e feci bene. Infatti il secondo di questi racconti è stato valutato positivamente da una casa editrice che me lo pubblicherà nei prossimi mesi, attualmente ancora in fase di revisione. Sarà il mio primo romanzo, sempre del genere horror. Tornando ai racconti scritti ab origine, nel primo racconto, dal titolo “Lumina tenebrarum”,  mi ritrovai ad affrontare immediatamente la sindrome da foglio bianco. Stavo per abbandonare fin da subito quest’arte, quando quel qualcuno all’interno di me mi convinse a cambiar rotta, cioè di scrivere ciò che avevo nel cuore, seguendo istinto e passione, senza schemi o riassunti o altro, seppur si trattasse di genere horror. E devo dire che agendo in questo modo all’improvviso si è accesa una lampadina, così mi è scattata la passione. Di fatto il primo racconto, “Lumina tenebrarum”, pensato a tavolino, è l’unico mio manoscritto lungo, valutato non coerente alla linea editoriale delle case editrici (la solita frase che dicono), anche se spero che prima o poi qualcuno me lo pubblicherà. Scusandomi per questa premessa, credo che dopo quel manoscritto, dopo quella crisi, mi resi conto che ogni cosa scrivessi mi dava dell’energia e adrenalina di cui alla fine non riuscivo e non riesco proprio a farne a meno. Pertanto decisi di provare a proporre i miei manoscritti ad altre case editrici (dopo essere stato clamorosamente rifiutato da quella della mia carissima amica, ma forse è stato meglio così), e dopo qualche diniego mi andò bene con una casa editrice di Vicenza sopra citata.  Nel mentre provai anche a scrivere racconti per concorsi letterari e mi resi conto che effettivamente non ero proprio “scombinato” come scrittore esordiente, avendo qualche riconoscimento e qualche pubblicazione in antologie. In ultimo, qualche giorno fa, Santelli Editore mi propose la pubblicazione lampo di “Nonno Egeo”, un racconto lungo che appunto oggi sto recensendo. Ed io accettai immediatamente.

Di cosa trattano i libri che hai pubblicato?

Il mio ultimo libro, cioè il mio primo libro pubblicato in assoluto, è questo, “Nonno Egeo”. Tratta di un nonno, mio nonno Lino, che racconta al nipote le vicissitudini realmente accadutegli durante la seconda guerra mondiale. E’ storia vera, vissuta, e questo racconto rappresenta l’inizio della mia crescita da uomo e probabilmente da autore, chissà. Credo che i miei parenti saranno felici di leggere questo accadimento e magari, chissà, si avvicineranno maggiormente alla lettura, grazie a questo. Così come spero che il messaggio intrinseco possa rivelare a quante più persone possibili lo stesso insegnamento donato a me. Ma questa è solo una speranza. L’importante per me è che dia un’emozione. I precedenti libri? Non ne ho al momento, ma come anzi detto, deve uscirne un’altro di genere horror dal titolo”Uru”, preso dalla leggenda tipica salentina. E’ un horror vecchia maniera, stile Lovecraft.

Ti è capitato di vivere il famoso “blocco dello scrittore”?

Si, come anzi detto, ho avuto il blocco dello scrittore, in fase iniziale e credo che nel mio primo racconto, “Lumina tenebrarum” si noti perfettamente tra le pagine dello scritto. E ci tengo a tenerlo proprio così, per rendermi conto del mio passaggio. Poi magari, mi capiterà anche in futuro, anche se pero di no. Ma vorrei dire una cosa su questo fatto. Quando capita, a chiunque capiti, credo sia un passaggio effettivo da una fase ad un’altra. Come il passaggio da una dimensione terrena a celestiale, o viceversa. Spero di ricordarmene in futuro e di far tesoro di questo insegnamento essenziale.

Oltre a scrivere, cosa fai nella vita?

Sono un semplice impiegato di un importante studio legale professionale  di Milano. Mi piacerebbe tenere ben distinte le cose, per questo agisco sotto pseudonimo. Spero di non farmi mai beccare! Scherzo, se dovesse succedere, pazienza, lo accetterò di buon grado.

Da lettore, quali libri preferisci?

Non ho un genere preferito, tutti i generi sono sostanzialmente leggibili, dai saggi alla narrativa. Diciamo però che la mia libreria è fornita in modo particolare di thriller, horror, narrativa e storici. Ecco i saggi storici mi piacciono davvero tanto. Ma non credo che ne scriverò mai, dal momento che per me, per scrivere certe cose, devi essere davvero uno studioso incallito. Il che significa passare intere giornate, settimane, mesi a studiare e schematizzare, e non è proprio il caso che fa per me. O, quanto meno, per il momento non ne sono capace.

Scegli una citazione che rappresenti te.

“La musicale semplicità al servizio dell’emozione”.

Scegli una citazione che rappresenti il tuo rapporto con la scrittura.

“A volte qualcosa succede senza saperlo”.

Vorrei aggiungere una cosa: ogni mio racconto lungo, ogni mio libro, ogni mio manoscritto che sarà ovviamente pubblicato, è dotato di canzone, di brano musicale, di pezzo.  Nel senso che, essendo musicista (anche se non professionista), autore e compositore di musica, mi piace proprio rendere il manoscritto “musicale”. Pertanto, anche “Nonno Egeo”, possiede il suo brano musicale che in fase di presentazione canterò e suonerò insieme al mio socio amico fraterno Luca Galimberti, nel duetto acustico “Megapixel”. La canzone che abbiamo creato per questo libro si chiama “Le ali della vita”, ed è stata composta sulla base delle parole scritte in prosa dal mio caro amico Marco Musso, un poeta straordinario, nonchè regista di video, che ci proporrà, a tempo debito, quando la registrazione del pezzo sarà completata, il relativo video. Non vedo l’ora.

Descrivici il tuo rapporto con la scrittura.

Credo che il mio rapporto con la scrittura si indichi in un aggettivo solo: passione. Come personaggio famoso che mi viene in mente così, di puro istinto, è Luigi Pirandello. Attenzione, non perchè io possa assomigliare o scrivere come lui, impossibile! Stiamo parlando di uno dei massimi scrittori italiani e io non sono degno di allacciargli neanche mezza scarpa. Però mi piacerebbe un giorno che qualcuno mi dicesse che il mio modo di scrivere lascia qualche pulviscolo di emozione che ricorda lui. Ecco, mi piacerebbe aver la qualità di Pirandello, anche solo nella misura di un capello…che in effetti non aveva, essendo ben stempiato! Gloria a Pirandello!

Ecco dove seguire Sir J:

https://www.facebook.com/SiRj66/

 

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