Skip to content
Interviste

Intervista a Emanuele Avanti

“L’idea che sta all’origine di uno dei miei romanzi non sempre nasce in modo chiaro. Mi ispira molto il territorio in cui vivo e spesso nei miei romanzi ci sono elementi che riconducono ad esso. L’idea talvolta nasce da situazioni o cose casuali, ma poi evolve e si modifica con il passare dei capitoli”.

Ecco cosa ha raccontato lo scrittore Emanuele Avanti ai lettori di scritto.io.

Emanuele Avanti

Benvenuto, Emanuele! Ci parli brevemente di te e della tua vita?

Mi chiamo Emanuele Avanti. Sono nato a Varese nel marzo del 1967 e vivo in un piccolo paese a pochi chilometri dalla città e dal confine con la Svizzera. Nella vita mi occupo di comunicazione, a livello internazionale, per un importante gruppo industriale e ho collaborato con alcune riviste del settore elettrico per la redazione di alcuni articoli tecnici pubblicati a livello nazionale. Ho un trascorso come ufficiale dell’aeronautica militare e successivamente come sistemista avionico per l’azienda che ha dato i natali ai noti velivoli d’addestramento militari conosciuti come MB339, ancor più famosi perchè utilizzati dalle nostre Frecce Tricolori. La mia formazione è prevalentemente tecnica, ma ho sempre prediletto le materie umanistiche e se non fossi entrato in Accademia per seguire il mio sogno probabilmente avrei seguito una strada diversa, forse più indirizzata a materie umanistiche. Devo comunque dire che il ruolo ed il lavoro che svolgo ormai da diversi anni coniuga abbastanza bene questi due mondi.

 

Se ripensi a quando hai cominciato a scrivere, cosa ti viene in mente?

Da sempre sono un grande amante della lettura e questo mi ha condizionato molto nella scrittura dei miei romanzi. Leggo molto romanzi d’avventura di autori del calibro di Clive Cussler, Wilbur Smith, Steve Berry, per citarne solo alcuni o italiani come Marco Buticchi o Valerio Massimo Manfredi. Mi piacciono questi romanzi d’avventura e azione e quando ho cominciato a scrivere il mio primo romanzo ho cercato di ispirarmi al genere. In realtà quando ho cominciato a scrivere non avevo bene in testa cosa volessi fare. Trovavo divertente costruire una storia e vestire dei personaggi e ho cominciato quasi solo per diletto. Oggi mi diverto ancora molto in questo. Quando ho proposto il mio primo romanzo dal titolo Operazione leone nero ad alcuni editori e ho avuto le prime risposte positive il mio obbiettivo era un po’ cambiato. Non avevo certo velleità di diventare famoso, ma ho vissuto e lo vivo ancora oggi, questa esperienza come una sfida con me stesso. Scrivere un romanzo e proporlo al pubblico vuol dire mettersi in gioco e forse anche esporsi un po’. Al di là di ogni altra considerazione scrivere e pubblicare è comunque un’esperienza che arricchisce molto.

 

Quanti libri hai pubblicato?

Ad oggi sono arrivato a 4 romanzi tre dei quali pubblicati con case editrici ed il quarto invece ho voluto pubblicarlo in Self-publishing (ho voluto sperimentare questa formula). In ordine cronologico di pubblicazione i miei romanzi sono:

 

  • Operazione leone nero
  • Il segreto delle due pietre
  • Il giuramento dei quattro
  • Il progetto Antares

 

Tutti sono disponibili o ordinabili nelle diverse librerie on-line e fisiche.

In valutazione presso alcune case editrici ho mandato il mio quinto romanzo e sono in attesa di una risposta, spero positiva, da parte di qualcuna di esse. Normalmente i tempi di lettura e valutazione son abbastanza lunghi e il mio romanzo l’ho finito solo alla fine di gennaio, quindi se tutto va secondo i miei piani il nuovo romanzo potrebbe essere pubblicato nell’anno. Nel frattempo non sto con le mani in mano. Sto abbozzando una nuova storia, ma la strada è ancora lunga e tortuosa prima di vederne la fine.

Di cosa trattano i tuoi libri?

Come dicevo prima io amo molto i romanzi d’avventura, le spy-story e quelli d’azione. Nei miei romanzi ci sono un po’ questi ingredienti.

Il mio primo romanzo è un romanzo di guerra ambientato durante la seconda guerra mondiale. Non mancano colpi di scena, azione, ma ho voluto anche descrivere i personaggi dandogli una veste un po’ diversa, vestendoli di umanità anche dove diventa difficile trovarla, in un contesto storico come quello della seconda guerra mondiale.

Il secondo è stilisticamente diverso dal primo e narra di una ricerca di un’antica tomba longobarda in uno dei parchi archeologici più importanti del nord Italia. Anche qui ci sono molti colpi di scena ed un finale che forse non tutti si aspettano. In questo romanzo lascio spazio anche ad una storia d’amore che nasce tra i due protagonisti.

Il mio terzo romanzo è ambientato ai nostri tempi ma ha le sue origini nel primo romanzo. In questo caso una squadra di investigatori dei servizi segreti tedeschi dovrà impedire che i cattivi (appunto i quattro come dal titolo) mettano le mani su un virus e con esso possano mettere in atto il loro folle piano di far rinascere il nazismo.

Il quarto e ultimo vede protagonisti la stessa squadra investigativa di cui sopra, ma impegnata questa volta ad impedire che il più famoso centro di ricerca sull’energia al mondo, il CERN di Ginevra, venga distrutto e con esso possano morire migliaia di persone. Ci saranno omicidi ed indagini fino a risolvere il caso.

 

Ci racconti da dove nasce la tua ispirazione?

L’idea che sta all’origine di uno dei miei romanzi non sempre nasce in modo chiaro. Mi ispira molto il territorio in cui vivo e spesso nei miei romanzi ci sono elementi che riconducono ad esso. L’idea talvolta nasce da situazioni o cose casuali, ma poi evolve e si modifica con il passare dei capitoli. Ho visitato qualche tempo fa la famosa Napoli sotterranea. Quei cunicoli e quelle caverne mi hanno ispirato per esempio per la descrizione delle caverne in cui i protagonisti del mio primo romanzo si sono avventurati per sfuggire alla minaccia di essere catturati o uccisi.

 

Scegli una citazione che rappresenti te.

Una citazione che mi piave molto è quella di John Belushi nel film Animal House ed è la seguente:

 

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare.

 

È un bel modo per dire che non bisogna mai arrendersi, bisogna affrontare la vita per come si presenta e non soccombere ad essa.

 

Scegli una citazione che rappresenti il tuo rapporto con la scrittura.

Non ho una citazione in particolare, ma mi piace pensare che scrivere è come mettere nero su bianco il proprio modo di essere. Mi piace scrivere, costruire storie, inventare personaggi. È una passione che va coltivata.

 

Grazie, Emanuele!

Buona lettura a Voi!

Pagina dell’Autore 

Intervista a Joe Oberhausen-Valdez

Carla

Intervista ad Adriana Fabozzi

Carla

INTERVISTA AD ANTONIETTA MICALI

Temp User
[]