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Narrativa

Incontri

Percorrevano le stesse strade, attraversavano le stesse piazze, nelle stesse città ognuno in direzione opposta all’altro. Le parole uniche tracce di un passaggio, di un tempo, di uno spazio, di un incontro.

I corpi a volte sembrano essere costretti nei loro movimenti. Le parole invece no. È così che succede, è così che successe. In un punto di quella via, le parole sfregarono tra loro. I corpi imprigionati nella quotidianità, gli occhi rivolti altrove e si incontrarono. Fu lui a fare il primo passo, sapore antico di una passata consuetudine. Erano lì davanti alle sue parole impresse su quel muro. La vernice ancora colava. Lui ancora chinato sui colori alla ricerca della sua ultima parola, mentre lei iniziava a consumare quelle già trovate.

La curiosità la tenne lì oltre il necessario. Lo sguardo ritornava lì dove si era già posato. Lui se ne risentì, come se quella attenzione fosse oltre modo indiscreta, impertinente nella ricerca di qualcosa che aveva volutamente velato. Così, senza rivolgerle lo sguardo, disse:

“Sono solo parole.”
Lei: “Parole ben curate.”
Lui: “Ti piacciono le parole?”
“Sì, quando hanno vita. Le tue sembrano respirare.”

Si rese conto che la sua presenza non era necessaria. Le parole vivevano per lui.
Così si fece risucchiare da quel muro, dissolvendosi tra i suoi versi. Lei non se ne curò. Restò lì a fissare quella superficie.

Provengo dalla fantasia
A lei condannato
In lei imprigionato
Preclusa
Ogni via di fuga
Verso la realtà
Solo pochi
brandelli di vita
Spiaccicati
Sul vetro delle apparenze
Baluardo
Di chi rifiuta
Ogni visione di se
E del mondo

Lei lo seguì, ma lui non c’era. Si portò verso le parole, ne accarezzò alcune con le dita. Quasi con quel gesto volesse svelarne il racconto. Sui polpastrelli gli rimasero tracce della vernice ancora fresca. Sul muro nuovi spazi per altri racconti.

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