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Il Sonno eterno degli Spiriti: un libro di Simone Martino

Il Sonno eterno degli Spiriti è un libro di Simone Martino, che racconta una storia ambientata in una Palermo di fine Ottocento-inizio Novecento.

il sonno eterno degli spiriti

Anna, la protagonista, vive in una famiglia umile ed è la terza di sei figli, spesso a digiuno a causa del vizio del papà di giocarsi a carte la paga guadagnata col lavoro al porto. E’ una donna sensibile, la cui vita si svolge più nell’interno del suo caldo animo, che in una mondanità a lei estranea. Tanto che affida a un prezioso diario, regalatole dai genitori per il compleanno, la rendicontazione degli smottamenti del cuore. A 28 anni è ancora ‘zitella’, come si dice in paese, soprattutto perché povera e mancante di dote; così, quando nella casa dell’Ufficiale Leonardi si libera un posto da cameriera, la madre si precipita per proporla. Anna viene assunta e qui ha modo di conoscere Alberto Solavia, amico dell’Ufficiale Leonardi, che sta per diventare celebre in tutto il mondo grazie alle sue particolarissime tecniche d’imbalsamazione. Fra i due nasce un’amicizia che si trasforma ben presto in amore. Purtroppo tale sentimento non riesce a coronarsi, poiché la famiglia di Anna si oppone all’unione.

Alberto è un uomo sempre in giro per il mondo a inseguire il suo successo, e non può assicurarle la presenza e il supporto necessari. Contemporaneamente poi, la mano della giovane viene richiesta da Giuseppe ‘u putiaru’, un ragazzo di paese, che però Anna non ama. E’ il fato a risolvere gli eventi: in breve tempo Alberto parte per New York lasciando il suo cuore infranto; i suoi genitori muoiono a stretto giro di posta e, rimasta sola, Anna decide di non accompagnarsi, per dedicarsi anima e corpo alla famiglia Leonardi, di cui ormai si sente parte integrante. Anche se la sua anima, ogni giorno, lacrima per l’assenza di Alberto, suo unico amore. Quando la signora Leonardi resta incinta, una ventata di gioia riempie la casa: nasce la piccola Maria Rosa, e Anna viene ‘promossa’ da cameriera a Dama di Compagnia; la sua esistenza, dopo tanto tempo, torna a essere serena. Purtroppo però, altri eventi negativi incombono: A soli due anni, Maria Rosa si ammala e muore, lasciando la famiglia in una disperazione inconsolabile. Alberto torna per occuparsi del corpo della bimba, e chiede ad Anna di assisterlo durante il lavoro. La fiamma tra i due non si è mai spenta, tanto che lui, prima di andar via, le chiede di lasciar tutto e partire assieme. Stavolta Anna decide di seguirlo, ma mentre si reca alla nave, viene rapita da due manigoldi che iniziano a torturarla affinché sveli loro le tecniche del Solavia. In un epilogo che si ricollega perfettamente al prologo, faremo un salto in avanti sull’asse cartesiano del tempo, e, in un mondo transeunte, finalmente le anime di Anna e Alfredo si ritroveranno.

L’AUTORE

SIMONE MARTINO è nato a Palermo nel 1981. Si è diplomato in Ragioneria, ha studiato grafica prendendo il diploma di tecnico della comunicazione multimediale, ha lavorato nel settore per due anni e poi è approdato nel mondo dei call center da circa dieci anni. Dopo i suoi primi due romanzi Real fantasy: IL CUSTODE DELLA PIUMA” e IL POTERE DELLA ROSA NERA”. Torna con un’altra avvincente storia tra realtà e leggenda.

IL SONNO ETERNO DEGLI SPIRITI” un’opera di fantasia ispirata da fatti realmente accaduti.

Quest’ultimo romanzo è stato anche tradotto in inglese

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Vi lascio un piccolo estratto dal romanzo… Buona lettura!

“Mio padre diceva sempre che Dio è verità, e che chi cerca la verità cerca Dio. Spesso le persone semplici sono il mezzo più usato dal Creatore per portare alla luce eventi nascosti e colmi di mistero. L’umiltà di alcune persone è l’attitudine di vivere facendo esperienza di tutto quello che c’è fuori di noi, nel mondo, con ammirazione e stupore. È il vedere noi stessi come una piccola parte di qualcosa di più vasto, formato da persone e creature dalle quali possiamo imparare. Le persone semplici spesso, usano parole non colte, non le caricano di grandi filosofie, ed è difficile fraintenderle proprio per la loro assenza di infrastrutture culturali. Utilizzano parole sincere ma soprattutto dirette, non fanno strani giri per arrivare al fulcro del concetto. Proprio in ragione di questo principio ho affidato il mio racconto ad una ragazza Anna, figlia di una numerosa famiglia, povera ma dignitosa, con una cultura elementare ma con una grande voglia di conoscere e imparare attraverso l’unico dono che la scuola le ha potuto dare: la lettura. Anna, con il suo linguaggio spesso lontano da una corretta forma grammaticale, racconterà in prima persona gli accadimenti di una storia di cui lei stessa è protagonista, attraverso il suo diario. Entrerete con lei nelle sue memorie di una vita per molti fatti di sacrifici e forse per qualcuno, sprecata. Una vita apparentemente inutile ma piena di verità, la stessa verità che vi farà conoscere la storia più misteriosa della città di Palermo.

La sua esistenza incrocerà quella di una famiglia diventata famosa a Palermo e in tutto il mondo;

Leonardi e la piccola Maria Rosa, la mummia più bella del mondo.

Oggi meta di continue visite di turisti, le catacombe dei cappuccini sono diventate una destinazione imperdibile per tutti coloro che voglio porgere il proprio saluto alla piccola addormentata della città di Palermo.

Finita la prima storia “u zu Vicè” lasciava spazio a Don Carmelo di raccontare, la vicenda delle “Anime dormienti”. Era il mio secondo racconto preferito.

Si narra che quando un essere umano lascia la terra e attraversa la porta della morte, la sua energia si divide a metà, tra lo spirito e l’anima. Lo spirito custodisce ogni memoria della sua vita terrena; il suo destino è quello di addormentarsi così che l’anima possa volare via e andare nell’aldilà, libera da tutti i ricordi che la legano alla terra.

Lo spirito dormiente resta in attesa che un evento della vita familiare, come un matrimonio, una nascita o un lutto lo desti dal suo sonno e lo renda partecipe momentaneamente dell’accaduto.

Questa storia mi dava la speranza che nei momenti più significativi della mia vita le persone care scomparse sarebbero comunque rimaste presenti.

Questi racconti, le riunioni e il clima sereno e festoso che si riusciva a creare pur non possedendo tanto, furono i pochi ricordi lieti della mia breve infanzia. Dovetti iniziare a lavorare molto presto, quindi terminai gli studi alla quinta elementare, dopodiché cominciai ad aiutare una sarta amica di mia madre per cinque lire a settimana.

Ero così piccina che non arrivavo nemmeno al tavolo da lavoro quando iniziai; così mi aiutavo con uno sgabellino.

Anche se non ebbi la fortuna di proseguire gli studi, non abbandonai la lettura perché mi piaceva molto. Avevo un’amica benestante che mi prestava i romanzi che la madre non leggeva più. Questo mi diede modo di coltivare la mia cultura, e da ragazza iniziai a scrivere le mie giornate su un diario, prima di coricarmi.

Il diario fu l’unico regalo che ricevetti dalla mia famiglia per il mio ventottesimo compleanno, ma se ne avessi ricevuti altri, questo sarebbe stato comunque il migliore della mia vita. Lo tenevo con cura, come se si fosse trattato di un tesoro inestimabile.

Non avrei mai potuto immaginare che quelle pagine sarebbero state il mio risveglio e che avrebbero destato la mia anima permettendomi oggi, di raccontarvi io stessa quello che mi accadde il giorno in cui entrai in casa della famiglia Leonardi.

Non ricordo il momento esatto in cui la mia anima si svegliò, e mi è difficile anche rievocare la sensazione. Mi destai all’interno della mia vecchia casa, ferma in un punto preciso, come se fossi sempre stata lì.

La casa era semivuota con le persiane chiuse e patinate di polvere. Mi avvicinai a una delle finestre per scrutare l’esterno e vidi strane macchine e uomini vestiti in maniera bizzarra. Parlavano di demolizione e facevano un gran fracasso. Ero stranita ma emozionata di tornare tra quelle mura; la casa non era grande, eppure eravamo riusciti a viverci in tanti. Ricordo che in uno stanzone dormivamo in quattro mentre nel soggiorno cucina c’erano altri tre letti che di giorno fungevano da divani. Vicino alla porta del bagno c’era un’ entrata che portava alla stanza da letto dei miei genitori.

Mentre rinfrescavo la memoria, sentii aprirsi la porta dell’ingresso. Entrò una donna sulla quarantina, alta e con abiti molto aderenti e di tessuti mai visti in vita mia. Insieme a lei c’era uno di quegli uomini che avevo visto poco prima della finestra, vestiti in maniera bizzarra con una specie di gilet arancione rigato. Li osservavo mentre giravano per la casa.

«È sicura di aver preso tutto?» le chiese lo strano uomo.

«Volevo accertarmi che non fosse rimasto nulla d’importante nei cassetti. La casa è chiusa da un sacco di anni e i mobili ormai sono marci, quindi non m’importa che vengano demoliti assieme alla mura. Purtroppo il Comune ci ha impedito di ristrutturarla: l’atto di vendita dell’immobile è misteriosamente scomparso, e per molto tempo siamo stati in causa per rivendicarne la proprietà. Ma, come può intuire, abbiamo perso. Adesso questo rudere è soltanto un ostacolo da spazzare via al fine di allargare la strada; ci hanno liquidato con un rimborso irrisorio e la cortesia di poter entrare un’ultima volta per prelevare eventuali oggetti appartenuti alla famiglia».

La donna si avvicinò a quello che era il mio comodino, aprì il cassetto e infilò la mano. Ebbi come la sensazione di aver sentito un battito del mio cuore, cosa impossibile per uno spirito.

Il mio diario era ancora lì; la copertina bianca con un riquadro rosa e un fiocchetto dello stesso colore disegnato al centro. Lo estrasse dal cassetto e lo infilò in borsa, e dopo un ultimo giro le due persone uscirono. In pochi minuti la casa fu demolita e la mia anima iniziò a seguire la donna.

Sapevo di essere a Palermo ma non c’era più nulla che ricordasse i miei luoghi d’infanzia. Tutto era stato cancellato dalla modernità e dal progresso, e quello che prima era campagna, distese immense di terreni e casette, ora tutto era strade asfaltate e alti edifici.

La donna che teneva il mio diario nella sua borsa entrò in un palazzo”.

Non perdete i prossimi appuntamenti con la rubrica “Libri in evidenza”, troverete altri libri di Simone Martino.

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