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Narrativa

Forte e sottile è il mio canto: storia di una donna obesa

Il desidero si cura, di benessere, di serenità, di libertà dalla colpa ha potuto finalmente vivere in tutta la sua forza, la cui intensità era pari solo al dolore provocato nel corpo, nell’anima e nello spirito da una malattia che nasceva dal corpo, dal mio corpo, per invadere tutto il resto.

L’acqua è insegnata dalla sete…: chi non può ammettere di avere sete non può neppure godere del ristoro dell’acqua e nessuno ammette la propria sete se ne viene considerato l’unico colpevole.

La pace, dai racconti di battaglia.

L’amore, da un’impronta di memoria.

Gli uccelli, dalla neve.

Dopo tante lotte, ingaggiate soprattutto con me stessa, quello stesso giorno parlai alla dottoressa di reparto confidandole che cominciavo a sentire acutamente la mancanza dei miei figli, di mio marito, della mia vita. Avrebbe potuto ignorarmi o sottovalutare la mia richiesta, invece preferì rispondere che era un ottimo segnale: era il momento di tornare a casa. Fece di tutto per facilitarmi le cose e mi dimise il giorno 14, in modo che potessi passare il Ferragosto con i miei.

A P. stava scoppiando l’autunno. Era trascorso un mese esatto dal ricovero, mancavano sei giorni alle dimissioni programmate. Il mio peso era esattamente di dieci chili inferiore a quello dell’ingresso e il BMI era sceso da 50.3 a 46.7.

Una Danza Nella Notte

adolphkash22

Le rette parallele.

Sere

Il mondo di Sofia

Stefania Saralli
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