Skip to content
Scrittori emergenti

Intervista a Fabio Balista

“Scrivere è appagante. Trovo la scrittura uno dei più grandi atti di creazione. E di potere”, ci ha detto lo scrittore Fabio Balista, autore di “Gabriel”, una raccolta di racconti brevi.

Fabio Balista

Caro Fabio, ci spieghi cosa si prova a scrivere e quando ti sei accorto che non potevi farne a meno?

Scrivere è appagante. Trovo la scrittura uno dei più grandi atti di creazione. E di potere. Attraverso la scrittura do la vita, determino le scelte, decido i luoghi e li creo. Posso stabilire chi ha fame, chi ha sete, chi ha freddo, chi è stanco, chi piange e chi ride. Sono il burattinaio che muove i fili della vita. Le decisioni, il presente, il futuro. La scrittura è uno strumento potentissimo. Dare la vita. Dare la morte. Tutto ciò è appagante, gratificante e stimolante. È evidente che non se ne possa fare a meno una volta intrapresa questa strada creativa. È come una droga.

Quando hai deciso di pubblicare e perché?

La pubblicazione, al contrario della scrittura, non avviene (nel mio caso) per un mero appagamento dell’ego – perché diciamoci la verità, scrivere non è semplicemente uno sfogo creativo, ma a volte è puro godimento – la pubblicazione è il passo che ti riporta con i piedi a terra e ti fa dire: “ok, mi sono divertito come un pazzo, vediamo ora cosa ne pensano gli altri”.

Di cosa tratta il tuo “Gabriel”?

Gabriel” è una raccolta di racconti brevi. Ti riporto la sinossi che descrive il libro piuttosto bene: Sette racconti brevi. Sette storie intense, vibranti, emozionanti. Sette narrazioni dove niente è come sembra e dove tutto può accadere. Racconti di fantasia che al contempo si portano dietro messaggi importanti, veri, crudi. Sette mini thriller usciti dalla fantasia dello scrittore pesarese che toccano tutti i piccoli grandi temi della vita. Storie scritte per regalare quel brivido lungo la schiena che si ha una volta letta l’ultima parola.

Fabio balista

Ti è capitato di vivere il famoso “blocco dello scrittore”?

Si e no. Nel senso che mi è capitato di avere il “blocco dello scrittore” su una determinata storia, mi è capitato a dire il vero più volte. Senza darci troppo peso, sono passato alla creazione di un altro racconto, per poi riprendere la storia lasciata “sospesa in un limbo” quando mi sono sentito nuovamente pronto. A volte le storie e i personaggi sono pronti e scalpitano sulla punta della mia penna, ma ci sono dei momenti nei quali non sono io ad essere pronto per scrivere le loro vite.

Oltre a scrivere, cosa fai nella vita?

Mi occupo di marketing, comunicazione digitale e graphic design. Diciamo che anche nella professione “che paga mutuo e bollette” mantengo integro e dominante l’aspetto creativo.

Da lettore, quali libri preferisci?

Se le giornate fossero di 40 ore, leggerei 4-5 libri alla settimana. Ma non lo sono purtroppo. Se devo dirti un autore su tutti, ti dico Stephen King, ma ho passato delle splendide serate anche in compagnia di Donato Carrisi, Camilla Lackberg, Jeffery Deaver, Alice Munro, Dan Brown, per citare “i big”, ma tanti altri hanno contribuito alla mia formazione letteraria.

Scegli una citazione che rappresenti te.

“Homo faber fortunae suae.”
Con questa convinzione mi alzo ogni mattina.

Scegli una citazione che rappresenti il tuo rapporto con la scrittura e/o la lettura.

Ne scelgo due. Questa descrive il mio rapporto con la lettura:
“Interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso.”
(Francesco Petrarca)

Questa rappresenta il rapporto con la scrittura:
“Non c’è atto di libertà individuale più splendido che sedermi a inventare il mondo davanti ad una macchina da scrivere.”
(Gabriel Garcia Marquez)

Grazie, Fabio! Dove possono continuare a seguirti i lettori?

Ecco i miei riferimenti online:

Intervista a Stefano Tevini

Carla

L’altro lato del sole

Carla

Intervista a Vanessa Sacco

Carla
[]