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Absorption – I Colori del Sangue di Eugene Pitch

Oggi ospitiamo Eugene Pitch e il suo romanzo: “Absorption – I Colori del Sangue”.

Eugene Pitch

Intanto vi regaliamo un piccolo estratto del libro:

“Quando Miranda si risvegliò la prima cosa che avvertì fu un odore penetrante e nauseabondo. Odore di morte. Attorno a lei solo buio.

Era coricata d’un fianco dentro a qualcosa: allungò una mano nel buio e trovò un muro di plastica. Dietro di lei un’altra parete. Sopra di lei il vuoto. Il collo e la schiena erano bloccati in una morsa di dolore. Il silenzio le faceva scoppiare la testa. Dove era finita? Cercò di recuperare gli ultimi ricordi: il naso rotto di Ray, il mare di Sanur poi… Nulla.

Chiuse gli occhi e si sforzò di nuovo. Niente, niente, solo buio e silenzio. Un momento… c’era qualcosa… una sensazione, un senso di impotenza… Nulla di chiaro.

Lasciò perdere. Ora doveva capire dov’era finita e trovare il modo di tornare da Ray.

Si aggiustò dietro l’orecchio una ciocca di capelli sporchi e spettinati che le si era appiccicata sulla fronte.

Tentò a fatica di mettersi a sedere. Tutti i muscoli le facevano talmente male e la debolezza era così forte che anche un semplice movimento del genere pareva un’impresa. Le ci volle un po’ di tempo ma alla fine riuscì a issarsi facendosi forza sul pavimento morbido. I suoi gemiti di dolore, mentre si muoveva, echeggiavano come fosse in una piccola scatola di metallo. Tastò alla cieca intorno a lei: ora il muro di destra non c’era più. Solo vuoto.

Cosa significava? Abbassò il braccio e urtò contro qualcosa. Capito. Il muro di prima non era altro che un rialzamento. Allungò i piedi e trovò un ostacolo. Appoggiandosi con tutte le sue forze al bordo destro si issò più in alto: era dentro a una nicchia di plastica o lamiera.

Non sapeva cosa poteva esserci oltre quel bordo ma se c’era una via d’uscita era là che doveva trovarsi. Si sporse e tastò ancora. Trovò un pavimento duro.

Si riposò per qualche istante e poi, con una fatica immane scavalcò il bordo scivolando su di esso e cadde a terra dall’altra parte con un tonfo sordo.

Un dolore lancinante alla spalla e al bacino squarciò il buio. Lanciò un urlo, poi ripiombò in un silenzio spettrale avvolto in quel fetore inimmaginabile.

Nella mente una sola certezza: non era mai stata in quel luogo prima di allora e probabilmente era sola.

Si trascinò con le braccia nell’oscurità finché dopo pochi centimetri non urtò contro un’altra parete. Senza darsi per vinta, come trascinata dalla determinazione a vivere e a rivedere suo marito, si voltò a sinistra e avanzò in quella direzione. Il muro che incontrò era diverso, più leggero, come vuoto. Si inginocchiò lentamente e poi, ancora più piano, si alzò in piedi ancorandosi alla parete.

Toccando nel nero totale che la circondava trovò una protuberanza. Una maniglia.

Si aggrappò ad essa con disperazione e la abbassò, ma la porta era chiusa a chiave. Cominciò a battere i pugni sul legno e a dare calci con le poche forze che le rimanevano. Ma la porta non si apriva.

Allora gridò: «Aiuto! Sono qui, qualcuno mi aiuti!». Ma nessuno rispondeva.

Si accasciò a terra scivolando lungo la porta. Il cuore che le batteva come mai in vita sua. Non riusciva quasi a respirare in quella piccola stanza avvolta nell’oscurità. Pianse, pianse lacrime amare, pianse più forte. Alla fine, esausta si abbandonò a terra in una orrida sensazione di claustrofobia senza fine. Il respiro si fece flebile e affannoso.

Poi d’improvviso capì. Nel suo tormentato arrancare da una parte all’altra della minuscola stanza aveva esplorato solo tre lati di essa.

Si fece coraggio e avanzò al lato opposto della porta, dritta verso l’ignoto.

Trovò subito qualcosa che si ergeva dal pavimento. Era duro e freddo. Dentro era cavo e umido. Fu allora che capì.

Era stata rinchiusa in un bagno e adagiata su un materassino dentro alla vasca”.

Ora vediamo di cosa tratta, in generale, Absorption – I Colori del Sangue di Eugene Pitch.

David fugge da un misterioso passato e vive ora a Londra, in un appartamento fatiscente e lavorando come cameriere in un bar. Il professore è il suo unico amico, un uomo che come lui è appassionato d’arte, cliente del bar e con cui instaura un’insolita amicizia. Ray, insieme a sua moglie Miranda, vive alla giornata, lavora come fotografo e per questo motivo viaggia in continuazione. Cos’hanno in comune Ray e David? Assolutamente nulla, almeno fino a quando una banda di criminali ben organizzata non decide di farli incontrare, rapendo loro le persone più care e costringendoli a collaborare. I due dapprima si muovono separatamente, l’uno inconsapevole dell’esistenza dell’altro, poi le loro strade si incrociano e da lì in poi dovranno unire le forze e portare a termine la pericolosa missione. Ma perché questi criminali hanno scelto proprio loro? Riusciranno a salvare le persone prese in ostaggio?

http://www.eugenepitch.com/

Buona lettura!

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