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“L’Ascensore” di Erik Sancin

ascensoreL’Ascensore è un romanzo di fantascienza ambientato in un futuro post apocalittico, nel quale gli uomini vivono in pace e in comunione con la natura, senza l’uso di molta tecnologia e senza il denaro, in insediamenti spesso sorti sui resti dell’antica civiltà. Ma una minaccia da qualche tempo è calata sugli abitanti del Nuovo Territorio: degli esseri giganti hanno attaccato diverse comunità umane e in pochi giorni, se non ore, hanno distrutto tutto, ammazzato i pacifici abitanti e installato delle fabbriche inquinanti.

La storia comincia in medias res: Emper, il protagonista del romanzo e voce narrante, si trova in missione. Sta aspettando il messaggio di un infiltrato in un complesso nemico, dal quale scopre che questi esseri altro non sono che uomini, molto deboli, più
piccoli del normale, incapaci persino di sopravvivere senza degli speciali respiratori, ma dall’avanzata tecnologia. Si muovono infatti dentro a grossi robot molto resistenti, capaci di stritolare le rocce e nel contempo compiere gesti precisissimi. Tornato dai suoi, Emper trova l’insediamento in cui viveva distrutto e ha l’ultimo incontro con la sua ragazza, ormai morente. Gli omuncoli, così vengono chiamati i nemici, usano infatti gli esseri umani per l’espianto di organi da trapiantare sulla propria gente, per migliorarne le condizioni fisiche. Inoltre installano le loro fabbriche per procurarsi tutto il metallo presente nei resti delle vecchie città, del mondo pre-cataclismi. Lo stesso mondo che aveva condannato se stesso e rischiato l’estinzione dell’uomo a causa dell’inquinamento, dell’avidità sfociata in guerre distruttive e in modifiche contro natura del clima terrestre.
Emper e altri uomini organizzano la resistenza. In particolare, il compito che toccherà in sorte al protagonista e ad altri tre personaggi (un cecchino nervoso, un saggio uomo di scienza e lo stesso infiltrato della prima missione) è proprio quello decisivo. Dovranno attraversare terre a loro sconosciute e piene di pericoli quali popolazioni di cannibali, vastissime zone sulfuree dall’aria tossica, e soggette a terremoti che aprono crateri nella terra, nonché le ronde dei nemici, al fine di piazzare una bomba atomica – l’ultima, eredità del vecchio mondo – nel quartier generale degli omuncoli, uccidendoli o rendendoli inermi.
Superati i pericoli del viaggio, poco prima di arrivare al quartier generale, chiamato l’Ascensore, i quattro fanno una scoperta epocale: la Luna, il satellite naturale della Terra che da millenni era scomparso, è in realtà nascosto dietro a un ologramma, e si
trova molto più vicino alla Terra di quanto non fosse un tempo. Arrivando al quartier generale nemico, Emper e gli altri scoprono che la Luna è stata ancorata alla Terra da un gigantesco ascensore, da cui i mezzi nemici fanno avanti e indietro e intorno al quale
sorge un vastissimo complesso di fabbriche e infrastrutture che permettono la vita e la riproduzione degli omuncoli. Come i loro predecessori, gli uomini del passato, si rivelano incuranti dei disastri ambientali e per nulla interessati a convivere con la gente
di Emper. Non resta che un’unica soluzione: piazzare la bomba atomica in un punto strategico e far fuori tutto quel complesso.
Nell’ultima parte del romanzo, all’interno della struttura nemica, i nostri verranno scoperti e catturati. Separati, ognuno di loro dovrà lottare per salvarsi e portare a termine la missione: Emper, grazie all’aiuto di un omuncolo votato alla distruzione della propria specie e di un uomo catturato precedentemente dai nemici, riesce a piazzare la bomba atomica e a far scattare il countdown. Scopre che gli omuncoli sono i discendenti dell’élite economica e scientifica umana che si era assicurata un rifugio, durante il tempo dell’apocalisse atomica. Ma qualcosa era andato storto, per avidità il gigantesco e lussuoso bunker non era stato costruito in piena sicurezza e le radiazioni avevano determinato le mutazioni degli omuncoli. Per questo lo scienziato nemico collabora nel piazzare la bomba: pensa che non ci sia altra soluzione che interrompere ogni discendenza e sofferenza.
Emper riesce a ritrovare i suoi (ma uno dei compagni purtroppo è stato ammazzato dai nemici che gli hanno espiantato gli organi) e attraverso scontri e fughe, i tre finalmente lasciano l’Ascensore su un carro armato, cercando di allontanarsi il più
possibile prima dello scoppio della bomba.
La missione viene completata con successo, la Terra è salva. La Luna torna al suo posto in cielo e i tre, nel viaggio di ritorno, si ricordano di una bambina sana, trovata in uno dei villaggi degli storpi cannibali. La portano con sé, a simboleggiare la scintilla di vita
che nonostante tutto continua a soffiare sulla Terra.

L’AUTORE

Erik Sancin, nato nel 1981 in Slovenia, è cresciuto a Trieste, dove ha frequentato le scuole statali slovene. Attualmente vive a Isola d’Istria e lavora nel campo dell’istruzione. Nel 2003 ha pubblicato un romanzo giovanile in lingua slovena “Nekje sredi vročine” (Da qualche parte nella calura) pubblicata dalla CZ e ad aprile 2018 è uscito in self-publishing il suo secondo romanzo, “L’Ascensore”, tradotto dall’autore stesso in lingua italiana. 

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