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Interviste

Intervista a Concetta Violante

 Nata nel 1950 a Barletta, da padre operaio e da madre casalinga. opo la scuola media, si iscrive al Liceo classico e, dopo aver conseguito la maturità, si iscrive alla facoltà di Lingue e Letterature straniere presso l’Università degli studi di Bari, dove consegue la laurea nel 1977. Parla e comprende correntemente la lingua inglese e ha una buona dimestichezza con la lingua tedesca scritta.

Nel 1978 si sposa e si trasferisce a Frosinone dove il marito ha trovato un ottimo impiego presso una grande multinazionale.

Concetta comincia ad insegnare, dapprima da precaria e poi, dopo aver vinto brillantemente un concorso a cattedra, diventa insegnante di ruolo per la lingua inglese presso una scuola media della provincia di Frosinone.

Una decina di anni dopo, però, colta da una forma molto grave di depressione, è costretta a lasciare l’insegnamento. Ma le disgrazie non vengono mai sole perché pochi anni dopo il marito si ammala di una patologia nefrologica che lo costringe ad intraprendere il percorso della dialisi e a lasciare il lavoro. A questo punto, non avendo più legami con la città ciociara, nel 1998 la coppia torna a Barletta dove Concetta rimane vedova nel 2004.

Per la nostra poetessa i primi anni sono duri da vivere in solitudine, ma è proprio in questi anni che ella matura l’esigenza della scrittura e così comincia ad annotare motivi che le erano già in mente da tempo ed emozioni e sentimenti che la legano ancora al marito defunto.

Autrice della su prima silloge “Eclettica”.

 

Quanto contano le tue radici in quello che scrivi?

Le mie radici contano molto in quello che scrivo.

 

Hai una tua fan page? 

No.

 

Se ripensi a quando hai cominciato a scrivere, cosa ti viene in mente?

Mi viene in mente una delusione d’amore se ripenso a quando ho cominciato a scrivere

 

Hai pubblicato un ebook, un libro cartaceo o entrambi?  

La mia silloge in ebook e in forma cartacea creata con Scritto. io è la mia prima pubblicazione.

 

Com’è nato il tuo libro e come hai scelto il titolo?

Il mio libro è nato da diverse esperienze e ho scelto il titolo “Eclettica” perché guardo alla vita da vari punti di vista di cui cerco di fare una sintesi scegliendo solo gli aspetti positivi o, per lo meno, quelli che a me sembrano tali.

 

Da dove è nata la tua ispirazione?  

La mia ispirazione nasce dalle mie emozioni e dai miei sentimenti.

 

Cosa vuoi comunicare col tuo libro?  

Col mio libro voglio comunicare al mondo quella che io sono veramente.

 

Scegli una citazione che rappresenti te o il tuo rapporto con la scrittura per salutare i lettori!

La citazione che meglio mi rappresenta l’ho già scritta nel mio libro e qui la ripeto:

Molti sono coloro che impartiscono lezioni, io so solo di non sapere e perciò faccio continua ricerca attraverso la lettura“.

 

Quanto tempo hai impiegato nello scrivere il libro?

Nello scrivere il libro ho impiegato vari anni perché l’ispirazione mi viene solo quando mi sento perfettamente tranquilla e il mio pensiero può vagare liberamente. Inoltre, non scrivo solo poesia ma anche prosa e questo mi porta via del tempo.

Non stilo nessuna scaletta prima di scrivere, ma seguo l’ispirazione, che non significa però scrivere di getto. L’ ispirazione mi fornisce l’idea, poi c’è tutto il lavoro di cercare e trovare il linguaggio adatto ai miei sentimenti ed emozioni, linguaggio che deve essere costituito da parole che esprimano l’intima, intrinseca essenza di detti sentimenti ed emozioni.

 

Di cosa trattano in genere i tuoi libri?

I miei libri (per ora, il mio libro) trattano di svariati argomenti, come la disparità di genere e il profitto che molti uomini ancora vogliono trarre dalle donne di cui spesso vedono solo il corpo, un corpo da esibire, da vendere, da violentare; del travaglio interiore che caratterizza l’adolescenza e la giovinezza, quando ancora non sappiamo quale strada percorrere e siamo in cerca della nostra identità; di persone amate; dei tempi attuali; del desiderio di pace e serenità ; della solitudine; della mancanza di comunicazione che caratterizza il linguaggio contemporaneo, ormai incapace di qualsiasi narrazione; ed infine del grande amore che ha caratterizzato il rapporto con mio marito Franco, deceduto troppo presto. Sono tutte tematiche sentite dalla gran parte delle persone e per questo vorrei che i lettori leggessero il mio libro.

 

Cosa sceglieresti tra: Premio Strega o la vendita di 500.000 copie?

Senz’altro tra il Premio Strega e la vendita di 500.000 copie sceglierei il Premio Strega.

 

Progetti letterari futuri, sogni, idee da attuare per la tua vita?

Si, ho progetti letterari futuri: vorrei continuare a scrivere poesie e prosa, costituita da dialoghi tra personaggi completamente opposti per forma mentis e stili di vita. E inoltre ritratti di persone che mi colpiscono per la loro peculiarità. Vorrei poter pubblicare tutto questo.

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