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Interviste

INTERVISTA a Fulvio Petrolillo

Fulvio Petrolillo ha 27 anni e vive a Monza. In passato ha vissuto in Australia. Per lavoro fa l’ingegnere ma, nonostante questo, la passione della lettura e della scrittura lo ha sempre accompagnato. “Sul Placato Tappeto e altri” è la sua prima pubblicazione.

 

Benvenuto!!

A chi dedichi la tua opera e perché?

La mia opera è dedicata a chiunque, “a tutti a nessuno a chi sa a chi non sa leggere”, perché penso che chiunque possa trovarci qualcosa che lo rispecchi, o possa trovarci una figura ristoratrice.

Da dove nasce la tua ispirazione?
L’ispirazione non è una cosa che cerco, arriva quando meno me l’aspetto. Nasce da una frase che sento, da una conversazione che ho, da un suono che ascolto o da un qualsiasi altro stimolo.

In che momento della giornata preferisci scrivere?
La notte assolutamente. Spengo il telefono e faccio partire la playlist musicale giusta, che ha lo stesso effetto su di me che aveva l’assenzio su Baudelaire.

Hai pubblicato un ebook, un libro cartaceo o entrambi?
Ho pubblicato un libro cartaceo, dal titolo “Sul Placato Tappeto e altri”. Sto valutando di farne l’ebook, ma non sono del tutto convinto: da una parte sono sempre stato amante della carta e del feeling che offre, dall’altra associo l’ebook alla lettura “in movimento” o “in trasferta”, e il mio libro purtroppo non si presta a questo tipo di approccio.

https://www.amazon.it/Placato-Tappeto-altri-Fulvio-Petrolillo/dp/B087FJ9GWW/ref=sr_1_1? __mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=fulvio+petrolillo&qid=1587725144&sr=8-1

Se ti dicessi che il tuo libro non venderà molto lo scriveresti lo stesso, e perché?
Questa domanda mi ha fatto sorridere. Io scrivo con la consapevolezza che non venderò molto, però lo faccio lo stesso perché la scrittura è per me prima di tutto momento di analisi interiore e di rielaborazione dei pensieri.

Il percorso dello scrittore non è sempre semplice. Ci sono stati momenti in cui non ci hai creduto nemmeno tu?
Sono dieci anni che scrivo e raccolgo poesie, ma mai senza crederci davvero. Credere non tanto nel valore del singolo scritto quanto nel progetto libro. La svolta è arrivata con la quarantena e quindi con la possibilità di dedicare a questa passione molto più tempo. Sono riuscito finalmente a raccogliere i miei scritti inserendoli in una cornice. Ho selezionato i brani migliori e aggiunto quelli che mancavano affinché il filo logico non si interrompesse. Sono infine arrivato a produrre un lavoro che mi soddisfacesse.

Cosa vuoi comunicare col tuo libro?
Che la felicità esiste e vale la pena sforzarsi per trovarla, anche se questo vuol dire uscire dalla nostra zona di confort. L’importante è non smettere di porsi domande su cosa vogliamo davvero. Il placato tappeto è questo: un luogo di pace e di realizzazione, non secondo dei canoni imposti, ma secondo i propri canoni.

Scegli una citazione che rappresenti te.
“Tout commence par une interruption”, Paul Valery

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