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Scrittori emergenti

Intervista a Vincenzo De Lillo

“Come se volessi combattere con l’ironia la delusione per una vita tranquilla che sembrava sfuggirmi di mano”: è solo una delle cose che ci ha raccontato lo scrittore Vincenzo De Lillo in questa piacevole chiacchierata virtuale.

vincenzo de lillo

Benvenuto, Vincenzo! Ci racconti cosa si prova a scrivere? Quando ti sei accorto che non potevi farne a meno?

Ho iniziato a scrivere molto tardi, intorno al 2014 per gioco su FB, cosa che faccio tutt’ ora con divertimento, e fin da allora l’ho fatto perché mi dava soddisfazione.

Nel tempo ho poi scoperto che ciò aveva una sorta di effetto terapeutico, perché, alienandomi nella scrittura, riuscivo a mettere da parte i pensieri e le preoccupazioni della vita che in quel momento mi stava bastonando.

La cosa curiosa è che, malgrado la situazione non permetteva sonni tranquilli( nel 2015, dopo 10 anni  ho perso il lavoro…), tutto ciò che scrivevo erano racconti divertenti, folli o comunque ricercatamente comici.

Come se volessi combattere con l’ironia la delusione per una vita tranquilla che sembrava sfuggirmi di mano.

Nei miei scritti non ho paura del futuro, lì so già le cose come andranno a finire e se non mi dovessero piacere posso sempre cambiarle, inoltre, anche se le mie storie non hanno sempre  un lieto fine, il fatto di conoscerne in principio già lo sviluppo finale,  mi trasmette sicurezza. Quella che non ho nella vita, se non nei punti fermi della famiglia e di qualche buon amico. Forse sarò un cretino, ma questo è il motivo per cui scrivo, penso.

Un escamotage alla quotidianità, quindi.

C’è chi fa uso di psicofarmaci, chi affoga i propri dispiaceri nell’alcool o nelle melanzane alla parmigiana, io scrivo.

“Ma non potevi drogarti come fanno in tanti?”

Qualche mio detrattore potrebbe obbiettare.

È vero, forse per tutti sarebbe stato meglio, ma purtroppo non reggo nemmeno la tachipirina, figuratevi qualcosa di più pesante…

Quando hai deciso di pubblicare e perché?

L’idea della pubblicazione è nata dopo un mesetto dall’inizio di questa mia nuova attività, spinto soprattutto dalla voglia di rivalsa personale ma anche dagli amici e familiari che, invitati continuamente a giudicare i primi scritti, mi hanno incoraggiato con forza.

Ad essere onesti, può darsi pure che l’abbiano fatto per scaricare su altri la responsabilità di dirmi che questi scritti facevano pena, chi può dirlo, ma a me piace pensare che l’abbiano fatto perché credevano ne valesse la pena.

Non è stato facile all’inizio: l’attesa infinita per risposte mai ricevute, case editrici che pur dichiarandosi non a pagamento, volevano obbligarmi ad acquistare un centinaio di copie, un rifiuto con corso di scrittura creativa annessa alla modica cifra di 1500 euro…finché la Writers editor non ha deciso di darmi fiducia.

È grazie soprattutto a loro quindi che ho pubblicato questa raccolta e non smetterò mai di ringraziarli per questo.

Di cosa tratta il tuo libro?

Questo primo lavoro è una raccolta di racconti ironici. Storie che dietro un’apparenza scontata nascondono un finale spesso a sorpresa.

Racconti i cui protagonisti si trovano ad affrontare situazioni improbabili e grottesche, al limite della comicità, ma molte volte anche non proprio impossibili.

Mi piace ridere e cerco di far ridere gli altri, come un novello clown, praticamente, non sempre ci riesco ma mi auguro che i lettori apprezzino almeno lo sforzo.

wc tales

Ti è capitato di vivere il famoso “blocco dello scrittore”?

Non sapevo cosa fosse questo famoso blocco, finché non l’ho provato sulla mia pelle, anche se a dire il vero faccio ancora fatica a considerarmi uno scrittore…

In tutti i casi ho avuto lunghi periodi di pausa in cui il serbatoio della fantasia sembrava essersi esaurito o con il rubinetto chiuso…tutt’ora ne soffro, non riesco più a scrivere come un tempo, forse per mancanza di tempo e stimoli, chissà…non me ne faccio un cruccio, però, le storie nascono all’improvviso, è inutile dannarsi l’anima.

Se escono bene, sennò pazienza.

Oltre a scrivere, cosa fai nella vita?

Attualmente sono un autista. Non di quelli che fanno lunghi viaggi o tanti chilometri però, mi occupo del trasporto di farmaci o di campioni di materiale organico sul territorio cittadino per una società di diagnostica.

Il lavoro non è pesante, ho la possibilità di stare da solo con i miei pensieri e spesso nel traffico cittadino, anche se non si dovrebbe, metto giù qualche idea.

Spero che sta cosa non la legga nessun vigile, altrimenti sono rovinato…

Da lettore, quali libri preferisci?

Sono cresciuto a pane (molto pane…e se avrete il coraggio di guardare la foto ve ne renderete conto da soli… ) e Stephen King.

Poi ho scoperto più tardi autori di cui mi sono innamorato, come Valerio Massimo Manfredi, Stefano Benni, Daniel Pennac…anche se non ho disdegnato i grossi successi commerciali di Dan Brown e affini.

Romanzi storici, comici, o horror.

Generi diversi ma che adoro tutti a prescindere.

Sono vorace anche nella lettura, oltre che a tavola, insomma.

Scegli una citazione che rappresenti te.

Se dovessi fare mia una citazione famosa direi quella del leone e della gazzella africano, quella in cui l’importante è correre.

Anche con tutte le variazioni proposte da Aldo di Aldo, Giovanni e Giacomo in “Tre uomini e una gamba”, però, per restare sull’aspetto comico.

Muoversi e correre sempre, senza fermarsi, che sia verso un futuro radioso o verso un peso forma accettabile, non è importante, basta farlo.

Purtroppo l’ho capito tardi e quindi devo correre più forte, pure per recuperare, ma essendo in sovrappeso è più difficile….


Il libro si trova su tutti i circuiti online ed è possibile ordinarlo in tutte le librerie più importanti o sul sito della casa editrice a quest’indirizzo:

http://writerseditorstore.altervista.org/prodotto/wc-tales/

Qui un approfondimento su “WC TALES- brevi storie per una sana e corretta attività intestinale” di Vincenzo De Lillo.

Grazie, Vincenzo!

Buona lettura a tutti!

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