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Scrittori emergenti

Intervista a Caterina Schiraldi

“Credo fermamente che scrivere sia un modo meraviglioso per comunicare ciò che uno porta dentro. Una specie di magia che lancia un ponte tra il tuo io più profondo ed i lettori che ne raccolgono il messaggio”, ci ha raccontato, tra le altre cose, la scrittrice e avvocato Caterina Schiraldi.

caterina schiraldi

Benvenuta, Caterina! Parlaci brevemente della tua vita: di cosa ti occupi? Cosa sogni? Dove vivi?

Sono un avvocato ma da qualche tempo ho lasciato l’attività forense, per dedicarmi alla mia passione più grande, la scrittura. Vivo a Palermo con mio marito, città in cui mi sono trasferita nel 2015, ma sono pugliese. Sogno di trovare il mio angolo nell’editoria per poter giungere alla gente comune e regalare loro un sorriso e un momento di svago dalle tribolazioni quotidiane.

Se ripensi a quando hai cominciato a scrivere, cosa ti viene in mente?

Mi viene in mente che mai avrei pensato che le avventure simpatiche che avevo nella testa potessero piacere a qualcuno all’infuori di me.

Quanti libri hai pubblicato?

Ho pubblicato un romanzo, dal nome Io&Me con la formula del self-publishing tramite il sito www.streetlib.com e grazie alla collaborazione della redazione ILZ, che è un collettivo di scrittori, di cui anch’io adesso faccio parte, che mi ha seguita sin dall’inizio con grande spirito collaborativo e fiducia nella mia opera, loro si sono occupati dell’editing e della correzione refusi, oltre che dell’impaginazione e della copertina. Ora mi sto concentrando su un nuovo progetto, un racconto a puntate del genere fantasy dal titolo Deep Black , che viene settimanalmente pubblicato sulla pagina Facebook del collettivo Razione ILZ – I Love Zombie. Nello stesso tempo sto lavorando alla stesura del sequel di Io&Me, ma essendo un progetto che si trova soltanto in fase embrionale preferisco parlarne poco.

Di cosa trattano i tuoi libri?

Io&Me è un romanzo sentimentale ma appartenente a quel genere letterario che gli americani chiamano chickLit, si tratta di un genere più simile alla commedia ironica, sul filone a cui appartiene il best seller di Helen Fielding “Il diario di Bridjet Jones”.

La protagonista femminile del mio romanzo, Milly, è una donna comune, con tutti i suoi difetti e pregi. Non è un’eroina né tantomeno una donna ideale. Ma è facile identificarsi con lei e le sue disavventure perché sono assolutamente “normali”, lei è del tutto normale, non una bellezza da copertina e vive una vita normalissima, con aspirazioni comuni e nessuna grande carriera in prospettiva. Le sue avventure quotidiane possono accadere ogni giorno ad ognuno di noi. Ciò che la contraddistingue, invece, è il rapporto del tutto speciale che ha con sé stessa. Tutti noi ci ritroviamo spesso a parlare con noi stessi, ma lei dialoga col suo io interiore come se lo facesse con una persona totalmente estranea a sé stessa. È un romanzo dal ritmo leggero ma in realtà lancia un messaggio molto importante. Ha una valenza psicologica che ognuno può sentire vicino alla propria vita. Perché il percorso di crescita e maturazione che viene narrato viene vissuto da ogni persona che passa dall’età giovanile ad un’età più consapevole e matura. Qualche volta questo passaggio, dalle illusioni giovanili alla consapevolezza degli adulti, è più complicato e faticoso. Milly si trova esattamente in questa situazione e tra avventure tragicomiche ed eventi importanti giungerà a tirare le somme della sua vita. Almeno per ora… fino al prossimo step. La vita, in fondo, è un divenire ed una maturazione continua.

IO E ME LIBRO

 

Deep Black, invece, il fantasy a puntate che pubblico settimanalmente tramite la pagina Facebook del collettivo Razione ILZ – I Love Zombie, racconta la storia di Jo, un ragazzo in carriera, un avvocato, irrequieto dal passato oscuro e sconosciuto. Episodio per episodio il segreto del suo passato verrà piano piano alla luce e sarà tutt’altro che banale.

Ci racconti da dove nasce la tua ispirazione?

La mia ispirazione nasce dagli eventi quotidiani, che spesso sono più comici dei siparietti interpretati dal compianto Paolo Villaggio nel suo famoso “Fantozzi”. Anzi era proprio la normalità del personaggio, ritengo, che ha reso così amato il protagonista interpretato da Villaggio. Io spesso carico di qualche tratto più comico situazioni che mi capita di vivere personalmente o che mi vengono raccontate da amici, parenti e conoscenti. Ovviamente non riporto l’evento preciso ma lo modifico e lo reinterpreto dandogli una connotazione ancora più ironica e, ovviamente, interessante dal punto di vista letterario. Ma la quotidianità è la mia principale fonte d’ ispirazione.

Per quanto riguarda Deep Black, invece, il discorso è diverso, col genere fantasy posso dare libero sfogo alla mia fantasia e mi affido solo ad essa e ai miei gusti.

Scegli una citazione che rappresenti te.

L’unica cosa che so è di non sapere”, Socrate. Sono una persona che ama mettere in dubbio molte cose, credo che i diktat imposti dall’esterno e le verità assolute frenino l’evoluzione della persona nella sua complessità.

Scegli una citazione che rappresenti il tuo rapporto con la scrittura.

“La scrittura non è magia ma, evidentemente, può diventare la porta d’ingresso per quel mondo che sta nascosto dentro di noi. La parola scritta ha la forza di accendere la fantasia e illuminare l’interiorità.” Aharon Appelfeld.

Credo fermamente che scrivere sia un modo meraviglioso per comunicare ciò che uno porta dentro. Una specie di magia che lancia un ponte tra il tuo io più profondo ed i lettori che ne raccolgono il messaggio.

Grazie, Caterina!

Buone letture a tutti!

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