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Scrittori emergenti

Intervista a Cristiano Roscini

“Il mio rapporto con la scrittura in un aggettivo? Conflittuale, perché non sempre dalla penna riesce ad uscire tutto quello che mi gira in testa”, ci ha detto, tra le altre cose, lo scrittore Cristiano Roscini, in questa intervista. L’autore ci ha parlato anche della sua prima vera esperienza editoriale, “In due senza casco – noi che negli anni ‘90” , e di tanto altro.

cristiano roscini

Benvenuto, Cristiano! Ci racconti brevemente la tua vita: di cosa ti occupi? Cosa sogni? Dove vivi?

Vivo in provincia di Perugia e lavoro in farmacia. Il piacere di scrivere l’ho sempre avuto e ho collaborato in passato con molte riviste e giornali locali con articoli e inchieste di vario genere. Nel cassetto della scrivania nascondo molti racconti brevi e romanzi incompiuti: da ragazzino sognavo di fare il giornalista d’inchiesta, oggi invece mi accontento di avere una famiglia e di scrivere nel tempo libero storie che hanno l’obbiettivo di suscitare emozioni in chi le legge.

Se ripensi a quando hai cominciato a scrivere, cosa ti viene in mente?

Non ricordo esattamente quando ho iniziato a scrivere, anche perché come dicevo prima ho sempre provato piacere nel tradurre in parole scritte i miei pensieri: anche nel complicato rapporto che avevo con la scuola, la mia ancora di salvezza è sempre stato il tema d’Italiano, specialmente se incentrato su argomenti di cronaca e attualità.

Quanti libri hai pubblicato?

“In due senza casco – noi che negli anni ‘90” è la mia prima vera esperienza editoriale. In passato ho pubblicato anche un libro a due mani sui miti e le leggende della mia regione, l’Umbria, ma la casa editrice che lo aveva curato era troppo piccola e poco attenta ai dettagli professionali.

in due senza casco

Di cosa trattano i tuoi libri?

Il mio romanzo racconta la storia di un gruppo di adolescenti della provincia perugina cresciuti nella seconda metà degli anni ’90. La genesi di questo libro risale alla mia “nostalgia” per il decennio 90-99, che per me è stato quello dell’adolescenza: nel 2007 aprii un piccolo blog personale in cui raccontavo oggetti, programmi tv, personaggi e mode dell’epoca. Tre anni più tardi fondai una pagina facebook chiamata “Noi che negli anni ‘90” che oggi conta oltre 153000 fan, a cui vanno sommati i 5000 membri del gruppo ufficiale e i quasi 9000 followers di Instagram: assieme a così tanti amici virtuali condividiamo foto, video e storie che ci riportano agli anni d’oro della nostra giovinezza. È grazie ai tanti aneddoti raccontati quotidianamente dagli utenti che mi è venuta l’ispirazione per scrivere questo libro: i protagonisti del romanzo sono di fantasia, così come alcuni dei luoghi d’ambientazione. Ma le storie raccontate sono in gran parte ispirate alle mie esperienze adolescenziali, che in realtà sono le esperienze adolescenziali di molti ragazzi di quella generazione: non in toto naturalmente, ma è facile che il quarantenne o la quarantenne di oggi si possa ritrovare abbastanza facilmente in alcune degli aneddoti raccontati nel romanzo. Come ho avuto modo di dire in sede di presentazione del libro inoltre, molti passaggi possono prestare il fianco a giudizi morali piuttosto severi, dal momento  che nelle circa 280 pagine del libro si parla spesso di alcool e droga: nella realtà che ho conosciuto io queste cose c’erano e ho ritenuto giusto di conseguenza inserirle nella narrazione.

Un citazione che ti rappresenta?

Cito la frase di una canzone degli Articolo 31, “I consigli di un pirla”: “Non aver fede solo in quello che vedi, insegui i sogni in cui credi fino al giorno che li rendi veri”. Credo infatti che non si debba mai rinunciare a inseguire i propri obbiettivi nella vita: anche a dispetto di ogni ostacolo, perché non c’è nulla di più appagante di un sogno che si realizza.

Una citazione che rappresenta il tuo rapporto con la scrittura?

Il mio rapporto con la scrittura in un aggettivo? Conflittuale, perché non sempre dalla penna riesce ad uscire tutto quello che mi gira in testa. E allora cancello, modifico, cancello di nuovo, mi innervosisco, abbandono, riprendo.  Per scrivere una singola pagina impiego di solito un’intera giornata e già così mi sembra di aver realizzato un grande risultato. Credo che ogni scrittore abbia i suoi tempi e che non esista un modello standard a cui fare riferimento. Allo stesso modo, penso che ognuno abbia le proprie fonti d’ispirazione: le mie nascono durante le passeggiate in campagna, dove il silenzio e la natura conciliano il fluire del pensiero.

Grazie, Cristiano!

Riferimenti social dell’Autore:

PAGINA FACEBOOK: https://www.facebook.com/noicheneglianni90/

PROFILO PERSONALE: https://www.facebook.com/cristiano.roscini.3

PAGINA INSTAGRAM: https://www.instagram.com/noicheneglianni90/

CANALE YOUTUBE: https://www.youtube.com/channel/UCXxqc35R0Bo96OCLU8bKJVg

Buona lettura a tutti!

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