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MATURITÀ 2017: IL TESTO DELLA POESIA DI GIORGIO CAPRONI

ESAME DI MATURITÀ 2017: IL TESTO DELLA POESIA DI GIORGIO CAPRONI

Giorgio caproni
Oggi la prima prova dell’esame di Maturità 2017 vede quasi cinquecentomila studenti italiani alle prese con Giorgio Caproni e questo suo testo poetico:

Versicoli quasi ecologici 

Non uccidete il mare,
la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l’uomo. E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. L’amore
finisce dove finisce l’erba
e l’acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l’aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto: Come
potrebbe tornare a essere bella,
scomparso l’uomo, la terra.

Giorgio Caproni, uno dei più grandi Autori del Novecento, è nato a Livorno il 7 gennaio 1912  ed è morto a Roma il 22 gennaio del 1990. Egli è stato un poeta, un critico letterario e un fine traduttore di autori soprattutto francesi. Versicoli quasi ecologici, una poesia contenuta nella raccolta Res Amissa, pubblicata nel 1991, dopo la sua morte, affronta l’attualissimo tema dell’intervento rovinoso dell’Uomo nei confronti della Terra.

Sul Web si discute questa scelta ministeriale perché l’Autore non rientra tra quelli che solitamente vengono studiati tra i banchi di scuola, ma potrebbe essere l’occasione, un po’ per tutti, per scoprirlo. Che ne dite?

Vi aspettavate questa scelta per questa prova? Vi piace questo Autore?

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3 commenti

Giuseppe Gioia 21 Giugno 2017 at 12:53

Una poesia davvero incantevole ed incantata! Io agli esami avrei scelto questa poesia per tradurre in parole semplici ed immediate tutti i sentimenti e le sensazioni che essa suscita e le riflessioni che impone fare di fronte all’uomo insensibile e vile nel suo rapporto inevitabile e definitivo con la natura! Madre di noi e della nostra vita.

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Carla Parolisi 21 Giugno 2017 at 14:07

Concordo!

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Lachiesa Dellestorie 21 Giugno 2017 at 20:12

Un ecologismo musicale come i ritornelli di qualche fortunato tormentone estivo. Dopo un poco che lo ascolti ti accorgi che non aggiunge nulla a cio’ che sapevi o provavi gia’…e cosi la poesia di Caproni

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