Scrittoio
Narrativa

E mi troverai fra le parole

1 febbraio 1999 – ore 17.18

Non so nemmeno da che parte cominciare.

Scrivere un diario mi sembra una di quelle cose stucchevoli da ragazze … ma gliel’ho promesso.

Ho promesso a Rachie che avrei provato. Una pagina al giorno per esorcizzare i miei demoni. Sostiene che mi farà bene.

Ecco di cosa potrei parlare!!! Di lei, Rachel. Quale modo migliore per cominciare.

Torno indietro con la memoria e il primo ricordo che ho del nostro incontro è il suo sguardo. I suoi intensi occhi fissi nei miei, preoccupati, disorientati.

Mi ero trasferito da poche settimane nella nuova scuola ed ero già riuscito a attirare guai, o meglio, la mia famiglia borghese li aveva attirati come una calamita.

In quell’ambiente rappresentavo un intruso.

Per loro rappresentavo solo un ricco ragazzetto viziato da prendere di mira. Quanto si sbagliavano.

Non ci era voluto molto a ritrovarmi nel bel mezzo di una rissa.

Eravamo a scuola, in cortile, vicino al campo di basket.

Pioveva a dirotto. Quella volta le ho date, ma ne ho anche prese parecchie nonostante la mia esperienza nel settore.

La superiorità numerica ha avuto la meglio. Uno contro sei.

Uno strillo ci ha interrotti.

Eccola, a pochi metri da noi.

Mi sono lasciato distrarre. I suoi occhi mi hanno trafitto nell’istante in cui ho risposto al suo sguardo.

Per il resto ho ricordi frammentari dato che sono stato messo ko da un pugno assestato come si deve.

Ricordo un dolore acuto, vertigini e poi il buio.

Non so quanto tempo sia trascorso, ma quando ho riaperto gli occhi ho scorto il suo viso, quegli occhi così … puri.

Faceva molto freddo, lei non mi conosceva, eppure se ne stava lì, fradicia, sotto la pioggia incessante a sorreggermi, soccorrermi … salvarmi.

Avevo la testa appoggiata sulle sue gambe questo lo rammento, lei mi parlava, ma non la sentivo.

Volevo rimanere sveglio e restare a guardarla, così, con i capelli bagnati e il viso pallido, ma il sonno mi opprimeva pesante.

Quando ho ripreso nuovamente i sensi mi trovavo sdraiato sul sedile posteriore di un auto.

Lei era seduta sul sedile anteriore ma non guidava.

L’auto era ferma nel parcheggio della scuola.

Mi sono messo a sedere e i nostri sguardi si sono incrociati attraverso lo specchietto retrovisore.

“Dove ti porto?” mi ha chiesto timidamente.

In quel momento ho capito che lei mi avrebbe salvato, da me stesso, da tutto.

Lei avrebbe fatto parte della mia vita.

Il mio istinto me lo sussurrava.

In effetti così è stato. È passato quasi un anno da quel giorno e Rachie fa parte della mia vita.

Rachie è … la mia vita.

Lei mi conosce, veramente, e nonostante ciò non fugge via.

Lei mi salva.

 

Da “E mi troverai fra le parole” di Joel Di Lorenzo

Related posts

Violette, la bambina ” Presenza – Assenza”

Stefania Saralli

CONERO 1944 PANETTONI AL SALE

castro fabio

Posseduti da sè stessi

Selene Luise

Lascia un Commento