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Interviste

INTERVISTA AD EDOARDO SANTI

Edoardo Santi è un giovane autore che si è appena laureato in Lettere Moderne all’Università della Tuscia di Viterbo. Attualmente sta conseguendo la specialistica in Filologia Moderna e ha pubblicato diverse raccolte poetiche, tra cui “L’amore in pochi versi” e “Il diario degli amori perduti” e diversi racconti in varie antologie, ricevendo vari riconoscimenti. Ha inoltre partecipato a numerosi concorsi, tra cui una Masterclass dove ha preso parte con una sua poesia.

BENVENUTO!

Oltre a scrivere, cosa fai nella vita?
Io, oltre a scrivere, sono uno studente. Mi sono appena laureato alla triennale in Lettere Moderne, ed ora sto conseguendo la magistrale in filologia.
Quanto contano le tue radici in quello che scrivi?
Le proprie radici (le proprie origini) sono sempre fondamentali nella formazione di uno scrittore. Io vengo da un piccolo paese, e le piccole realtà, come ben sappiamo, non ti offrono molto, ma credo che l’ispirazione di uno scrittore provenga anche delle proprie radici, che svolgono sempre, almeno secondo la mia opinione, un ruolo fondamentale nel percorso formativo e nella crescita interiore di uno scrittore. Noi non dobbiamo mai dimenticare le nostre origini, anche se la vita a volte ti può portare altrove, o ti può far prendere una direzione diversa, non dobbiamo mai voltare la spalle a ciò che ci ha visti nascere, crescere, e per me ciò che noi siamo si riflette anche nella scrittura di ognuno di noi.
A chi dedichi il tuo libro? Perche?
Se dovessi dedicare il mio libro a qualcuno, lo dedicherei a mia madre, la persona che più ha creduto nella realizzazione di questo progetto. E lo dedicherei a lei perché dietro questo libro, dietro questo mio lavoro, c’è comunque la nostra storia, la nostra esperienza personale, e non mi viene in mente persona più adatta a cui dedicarlo. Lo dedico a lei e a tutti quelli che ci sono stati, durante il mio percorso. Questo libro non è soltanto la “mia storia”, ma è la storia di tutti noi. Tutte le belle storie devono essere raccontate.
Da dove nasce la tua ispirazione?
L’ispirazione è sempre un momento “magico” per qualsiasi scrittore. La mia ispirazione nasce da ciò che vedo, dalle mia esperienze, da ciò che sento. Anche se dentro ognuno di noi vi è un luogo, che a volte rimane oscuro e inaccessibile agli altri, dove nascono e si formano i nostri pensieri. Io traggo ispirazione da lì.

Alcuni scrittori sono metodici, rileggono spesso i loro lavori altri invece scrivono di getto, tu che tipo di autore sei?
A me piace curare fin nei minimi dettagli un mio lavoro, che sia un romanzo o un racconto o semplicemente un componimento poetico. D’altronde, un romanzo è una nostra “creazione”, e come tale va curata. Come se fosse il figlio che la nostra mente ha partorito.
Come vedi il mondo della cultura italiana?
Dal mio punto di vista, la cultura rappresenta ciò che noi siamo, e per questo dovrebbe essere incentivata. La cultura rappresenta la nostra storia, le nostre origini, ciò da cui noi veniamo, e se voltiamo le spalle alla cultura cosa lasceremo a coloro che verranno dopo di noi? Un mondo costruito sull’ignoranza e sul non rispetto, le cui fondamenta solide sono la totale e inevitabile mancanza di punti di riferimento essenziali per una società. E ciò porta anche a una mancanza d’interesse verso la nostra cultura, che equivale alla nostra storia. A mio avviso, e mi riferisco soprattutto ai giovani che saranno il nostro futuro, tanti adesso brancolano nel buio, senza sapere dove aggrapparsi, senza avere un appiglio, o un ancora. Come purtroppo possiamo constatare oggi, la mancanza di cultura genera anche episodi di violenza collettiva, o di intolleranza, e m riferisco a tutti quegli episodi di razzismo che oggi vediamo. Basta accendere la televisione per accorgersene. Stiamo gradualmente perdendo la nostra identità e la nostra umanità, e per questo rischiamo anche di perdere la nostra cultura. Quindi, alla domanda da voi posta, io rispondo: la cultura italiana non ha niente a che fare con tutto ciò.
Che consiglio daresti ad un bambino che ama scrivere?
Sii sempre sincero nella scrittura, sia con te stesso che con gli altri, scrivi ciò che senti veramente, e ama la scrittura come se amassi qualcuno a cui tieni veramente, non te ne pentirai. Questo amore sarà poi ricompensato.
Cosa consiglieresti a chi vuole scrivere un libro?
Consiglierei prima di tutto di leggere molto, la lettura è un’ottima insegnante per chi vuole scrivere, di armarsi di una buona dose di pazienza, e infine, come consiglio più importante, di metterci nella scrittura di un libro tutto l’amore che mette nel fare quello che più ama.
Una frase per salutare i lettori di scritto.io!
Vi ringrazio per questa intervista e spero che le mie parole siano state utili in qualche modo

Intervista a cura di Elita Di Girolamo

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