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Interviste

Intervista a Sergio Garbellini

Sergio Garbellini un grande poeta e scrittore contemporaneo, autore di 5.000 poesie, 35 libri, 30 testi per canzoni. Ha ricevuto negli anni numerosi e prestigiosi riconoscimenti e premi.                                                                                                    Le sue raccolte di poesie sono caratterizzate da uno stile popolare, del tutto personale, con tendenza alla razionalità, per meglio illustrarne gli aspetti interiori ed esteriori dell’animo umano, ma, soprattutto, prive di ermetismo. Annovera, sempre in ognuna di esse, un qualcosa di particolare che è parte integrante dei suoi concetti poetici, analizzando in modo profondo le sensazioni, le speranze, i problemi, le esperienze, le delusioni ed i desideri di ognuno di noi.

Benvenuto!

Presentati ai lettori di scritto.io in una frase.
Sono un fautore del neo-surrealismo.

Quanto contano le tue radici in quello che scrivi?
Credo molto, in quanto ho visto scene di guerra e sono passato attraverso le vicissitudini di una Roma “Città aperta” dalla pace sino alla ripresa economica.

Se ripensi a quando hai cominciato a scrivere, cosa ti viene in mente?
Penso che non potevo vivere senza scrivere liriche prosaiche, altrimenti la mia vita sarebbe stata veramente vuota e sarebbe diventata particolarmente pesante!

Da dove nasce la tua ispirazione?
In genere dai fatti di cronaca o da scene reali della vita stessa, infatti parlo di tutto, dai problemi sociali agli stupri, dal razzismo ai risvolti coniugali delle donne, ecc.

Il percorso dello scrittore non è sempre semplice. Ci sono stati momenti in cui non ci hai creduto nemmeno tu?
Sì, certo, le delusioni alimentano lo scoramento quando i risultati non soddisfano il sacrificio sostenuto.

Stili una scaletta prima di scrivere o segui l’ispirazione?
Seguo l’ispirazione tant’è che spesso scrivo prima la strofa finale e poi il testo proprio per attenermi scrupolosamente alla trama stessa.

Ti è mai successo di avere il blocco della pagina bianca? Se si come lo hai superato?
Con l’esperienza ho capito che quando non c’è l’ispirazione è inutile soffermarsi a guardare il foglio bianco con gli occhi della delusione, meglio rinunciarci ed aspettare che si muova qualcosa nella fantasia.

Com’è stato vedere il tuo primo libro pubblicato?
Come tutti, ossia si spalancano gli occhi per la soddisfazione di aver creato un’opera che simboleggia il risultato di tanta passione personale.

Tra i tuoi libri ce n’è uno che definiresti il tuo preferito? Di cosa parla?
Sì, il libro “LA DONNA IN POESIA” dove in ogni pagina racconto le vicende delle donne nei rapporti d’amore e nella vita sociale di ogni giorno.

Come vedi il mondo della cultura italiana?
Con grande delusione purtroppo, come in tutte le cose c’è sempre di mezzo il dio denaro che non eleva la cultura al giusto posto dove merita.

Qual è lo scrittore che ti ispira di più, e perché?
Sinceramente non c’è uno scrittore particolare perché ognuno esprime in modo diverso le sue storie che sente e che vive nel suo io, ma sono tutti importanti.

Piccole case editrici indipendenti o note case editrici, e perché?
Quando si è famosi sono le case importanti che ti cercano, invece quando cerchi di farti strada, purtroppo, ti devi accontentare di tutto pur di riuscire a realizzarti (anche i grandi attori hanno iniziato recitando parti secondarie).

Scegli una citazione che rappresenti te.
“Il giorno in cui la donna riuscirà a gestire il suo potere per l’uomo sarà la fine!”

 

Grazie A Sergio Garbellini

Intervista a cura della Dott.ssa Elita Di Girolamo

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