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Recensione Poesia: STRADE VUOTE di Mario Pelligra

Strade vuote,
Un po’ come le arterie che partono dal cuore,
Per arrivare dritte nella mente,
Dove ti avevo incastonato fra i più bei ricordi,
Quelli che ti fanno sorridere senza saperlo,
E fanno spuntare il sole,
Anche quando il cielo è coperto,
Ma che malgrado tutto,
Lentamente ho lasciare andare,
Come si fa con le persone che si amano,
E non puoi trattenere,
Con la speranza che possano tornare,
Strade vuote,
Un po come le vene delle mani,
Con cui ho accarezzato il tuo cuore,
Per sentire da vicino il suo battito,
Mentre tu mi regalavi il più freddo calore,
Strade vuote,
Un po come i capillari delle gambe,
Che hanno rincorso invano,
Mete assurde per incontrarti,
Per avere un giorno in più di storia da raccontarmi,
Quando la sera chiudo gli occhi,
E le coperte cercano invano di scaldarmi,
Strade vuote,
Sono quelle di questi giorni,
Un po come le mie emozioni,
Che scrivo sottoforma di versi,
Ed immagino volare in alto come aquiloni!!

Mario Pelligra

 

“Mentre tu mi regalavi il più freddo calore” Leggendo la poesia, questo verso mi ha rapita, un ossimoro che è la chiave di lettura del testo.
Una scrittura limpida e commovente, malinconica ma fiduciosa che ci trasporta nel mondo dell’amore perduto, ma forse mai veramente avuto.                                                                                                                                                                                        I ricordi sono gocce di resina che sgorgano dalle ferite della vita. (Mauro Corona).                                                                             Nella poesia i ricordi sono vivi e acuti a testimonianza di un sentimento che il protagonista ha vissuto con intensità, un sentimento che però ha lasciato un vuoto paragonabile alle “strade vuote” che vediamo in questo momento storico.                                            Quando una storia si dissolve, non ci sono parole che possano colmare la soffocante sensazione di vuoto che si prova………ma ci sono i ricordi, appigli a cui ci si aggrappa “Quelli che ti fanno sorridere senza saperlo, E fanno spuntare il sole, Anche quando il cielo è coperto” . Ciò che si credeva eterno scompare invece… eternamente, e anche i ricordi si dissolvono…. con la speranza, però, sempre nel cuore. “Come si fa con le persone che si amano, E non puoi trattenere, Con la speranza che possano tornare”.               La fine di un amore non è facile da accettare e molto spesso i ricordi prendono il sopravvento e ci riportano indietro nel passato senza lasciarci andare avanti. “Per avere un giorno in più di storia da raccontarmi”. Ma come accettiamo i piaceri e la felicità dell’amore bisogna accettarne la fine per quanto possa essere duro. “Strade vuote, Sono quelle di questi giorni, Un po’ come le mie emozioni”.

Elita Di Girolamo

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