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Poesia

MACCHINA UMANA di Andrea Zenti

MACCHINA UMANA

Che strana macchina l’essere umano,
misterioso complesso meccanismo
che a volte imbocca vie contromano.

Talora per puro esibizionismo
accumula e fa scorte di oggetti
di fronte a un vuoto esistenzialismo.

Dei giorni si sveglia e fa bei progetti,
insegue quello che sempre gli sfugge
pronto a trovare negli altri i difetti.

Ciò che di buono realizza distrugge,
incolpa avversi e infausti eventi
e sulla cattiva sorte si strugge.

Manda agli altri ogni tipo di accidenti
si lamenta per il troppo traffico,
sulla metro degli affollamenti.

Per il destino spesso malefico
per i mancati riconoscimenti
perché non ha giusto peso specifico.

L’erba del suo vicino è più verde
il suo amore non l’ama abbastanza
sugli errori insiste e non demorde.

Mostra a volte eccessiva intolleranza
in maldicenze energie disperde,
facendo sorrisi di circostanza.

Che pensa ora la macchina media?
Ora che ognuno è così distante,
ora che fa letto-divano-sedia!

Prima intollerante ora impotente
e mentre si consuma la tragedia
ogni macchina medita paziente.

Siamo strani come esseri umani
chissà che pensano gli altri di noi,
se abbiamo o no meritato i divani.

Andrea Zenti

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