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Interviste

Intervista a Franco Signorini

Franco Signorini nasce a Castelfranco di Sotto Pisa l’8 agosto 1961, scrive poesie sin dall’età scolare e nella vita è impiegato comunale presso il comune di Rosignano Marittimo. Nel 1999 pubblica la raccolta di poesie “Barlumi di Luce”.

 

Sfiorarsi noi.

Lentamente fluisce la mia sorte negli occhi tuoi,                                                                                                                                      ed io per la prima volta scopro il volto dell’amore nei pensieri miei.
Il tempo si ferma invano davanti all’incline faccia sconosciuta del cuore,
voltati adesso e non girarti mai più io sono dolore.
Esisti da sempre, e da sempre risiedi in me oh sconosciuta;
ora che ti ho incontrato porterò in eterno con me la tua anima che si è materializzata.
In realtà io pensavo che prima o dopo fosse finita,
ma l’errore è stato fatale per me Francesca,
io ti amo più della vita.
(dalla raccolta di poesie “Barlumi di luce”)

 

Diamo il Benvenuto a Franco Signorini

 

Quanto contano le tue radici in quello che scrivi?                                                                                                                             Le mie radici familiari sono importanti, provengo da una famiglia di operai, e come tale è stato il mio destino. Mi diletto ad accudire piante di olivo e di frutta, le quali coltivo stagionalmente nel mio orto in solitudine, luogo in cui si origina la mia ispirazione.

 

Quanta importanza dai all’abito che indossi? Vesti sportivo, elegante o come viene?                                                                     Amo vestire casual fonte della mia personalità. Il mio colore preferito è il rosso.

Di cosa trattano in genere i tuoi libri, le tue poesie?
Le mie opere si accentrano sulla difficoltà del vivere la vita quotidiana, di solito sono storie che ho vissuto personalmente; le quali sono rimaste tali nel mio inconscio.

Quando ti sei accorto che non potevi fare a meno di scrivere?
Ho cominciato a scrivere da giovanissimo, agli albori della vita come autodidatta (molte opere le ho smarrite) con scarsi mezzi culturali, poiché ho iniziato presto a lavorare per motivi economici. Quando ho preso il diploma di Ragioniere all’età di 35 anni ho acquisito le basi fondamentali che hanno modificato il mio metodo di scrittura.

In che momento della giornata preferisci scrivere?
L’ora del giorno che più mi è consona per la mia ispirazione è al crepuscolo, perché in me riecheggiano tutti gli eventi del giorno.

Qual è lo scrittore che ti ispira di più, perché?
I miei punti di riferimento sono il neoclassico del Foscolo (amo l’amore) e il pessimismo Leopardiano (nei momenti cupi della mia esistenza).

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