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Interviste

Intervista a Paola Mattioli

Paola Mattioli è nata a Bologna il 27 novembre 1962 da padre medico dermatologo e madre casalinga.
Gli anni formativi saranno per l’autrice quelli della scuole superiori, durante i quali scopre la magia e la bellezza dello scrivere. Per motivi lavorativi questa passione s’interrompe per un lungo periodo di tempo, per riprendere dopo la morte di sua madre nel 2006. E’ in questa fase della sua vita che lo scrivere diventa per lei necessario, essenziale.

 

Benvenuta Paola!

 

Presentati ai lettori di scritto.io in una frase.

Sono Paola Mattioli una scrittrice e poetessa di Bologna.

Hai una tua fan page? Se si, è seguita?

Si ho una pagina Facebook che si chiama Vetrina Poetica di Paola Mattioli e un blog: www.lepoesiedipaolamattioli.it, in più sono sia su You Toube che Istagram come paolamattiolipoetessa
La pagina è seguita perché durante la settimana metto frasi di poeti famosi e alla Domenica metto una pillola che scrivo io, a volte anche alcune mie poesie.

Da dove nasce la tua ispirazione?

Mi nasce da dentro, nell’anima, ogni libro scritto segue un percorso interno e non si può cambiare, un percorso che arriverà come in cima a una montagna. Molti mi chiedono perché non si può fare prima un libro piuttosto che l’altro e io rispondo che non decido io, ma il mio interno. Io ho già una serie di libri che scriverò uno diverso dall’altro, ma che vengono dalla mia anima.

Di cosa trattano in genere i tuoi libri?

I primi tre libri sono di poesia. Il primo libro dal titolo: “Vorrei….” edito Europa Edizioni è un libro suddiviso in due parti, poesie dei vent’anni e poesie dei quarant’anni con disegni in bianco e nero di una mia amica pittrice Roberta Dallara, ci sono le mie prime poesie scritte a vent’anni e quelle scritte a quaranta dopo un lutto.
Il secondo libro dal titolo “Al di là del cielo” edito Pendragon è un altro libro di poesie suddiviso in tre parti: Amore, Paesaggio e Ritratti e ci sono poesie riguardanti ogni categoria, sempre con disegni in bianco e nero della pittrice Roberta Dallara.
Il terzo libro dal titolo “A Piccoli Passi” edito Pendragon, è un libro di poesie che parte con alcune sulla natura, perché da essa io mi carico e poi si continua con poesie sul sociale, quindi tratto argomenti delle solitudini, paure, diffidenza, coraggio, donne ecc…
Il quarto libro dal titolo “Viera, un’italiana del’23” edito Pendragon, è un racconto vero, storico autobiografico di mia madre Viera, sulla seconda guerra mondiale con all’interno foto della mia famiglia e dei personaggi di cui parla mia madre, in più un disegno di mio nonno sull’invenzione della pinza tagliafili che si mette sulla baionetta, poi commenti miei.

Progetti letterari futuri, sogni, idee da effettuare per la tua vita?

Il mio quinto libro è in fase di Editing, è un libro di ricette romagnole di mia mamma alternate da proverbi romagnoli e con la cultura romagnola. Ogni ricetta ha l’abbinamento del vino e una foto e in più le curiosità legate al piatto. I titoli dei piatti sono scritti in dialetto romagnolo con affianco la traduzione.
In atto c’è un progetto già iniziato che è un film del libro di mia mamma Viera, sto scrivendo insieme ad altri la sceneggiatura.
Il mio sogno, è di farlo diventare un lavoro, sto cercando di trovare uno spazio in una radio dove poter parlare dei miei libri e del progetto che ho scritto che si chiama “Cosa fai dopo che hai scritto un libro”? E poi scrivere degli articoli per delle riviste sia on line che cartacee, dato che scrivo pillole e mi piace molto scrivere. Specializzarmi in libri storici da scrivere, già qualcuno mi è stato proposto e continuare a scrivere i miei libri che sono già in bozze.

Quando ti sei accorta che non potevi fare a meno di scrivere?

Quando andavo a scuola e studiavo i poeti, già ero capace di entrare mentalmente nel loro animo e sentivo il piacere di conoscere e di imparare e anche quando facevo i temi, mi è stato detto dalla maestra che avevo grande capacità di scrivere, quindi direi sin dai tempi della scuola elementare e media. Poi si è sviluppato nei primi vent’anni le prime poesie che mi venivano da dentro, è come se avessi sempre scritto e soprattutto si è sviluppato in maniera forte dopo i quarant’anni dopo il lutto di mia madre, in un modo molto particolare. Ero nel mio studio seduta e improvvisamente la mia mano destra ha cominciato a tremare, più mi opponevo e più era forte, perché dovevo aprire un cassetto e all’interno trovare un quaderno delle mie poesie dei vent’anni, e così è cominciato tutto. La mia voglia di scrivere accresce ogni giorno di più, quando mi trovo a dover interrompere per mangiare o andare al lavoro mi si rompe qualcosa dentro, piange la mia anima, non vorrei mai interrompere, perché scrivere mi riempie dentro e non ho bisogno di nulla.

Cosa sceglieresti tra: Premio Strega o la vendita di 500.000 copie?

La vendita di 500.000 copie, perché molto spesso il Premio Strega che viene dato dai critici non rispecchia il gusto dei lettori.

Una frase per salutare i lettori di scritto.io?

Come in una ricetta mettete: Passione, Crederci sempre e Scrivete. Vi abbraccio e Grazie per avermi seguito. Se avete bisogno di qualche consiglio, io ci sono.

Grazie Paola Mattioli

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