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IN GINOCCHIO PER PREGARE di Giancarlo Pompianu

 

Strade vuote, deserte vie, dinanzi a un sole che sorge,
umanità impaurita, ne effusioni, ne abbracci,
ognuno è per se, e ora più mani non porge,
in queste quattro mura slego i miei lacci.

Mi prostro in ginocchio per pregare,
è l’unico modo per essere vicino a Dio per amare.
Prego affinché l’amore sia grande come l’immenso mare,
mi culla e mi tiene per mano e mi fa sognare,
melodie vellutate che vibrano nell’acqua azzurra,
ti trasportano serenamente e amore ti sussurra,
al cuore con lievi tocchi, qui vedo la mia pace,
umile, sincera, la mia preghiera è verace.
P…….Giancarlo………

 

La percezione del mondo che vive recluso e impaurito viene qui cantata in versi armoniosi e profondi con un animo pieno di sentimenti e umanità. La Prima quartina composta da rime alternate descrive la situazione attuale come fosse una fotografia realistica “Strade vuote, deserte vie, dinanzi a un sole che sorge”, poi il componimento continua con versi a rima baciata dove l’autore si immerge nella preghiera, nella speranza, nell’amore che solo l’altissimo è capace di donare. “Prego affinché l’amore sia grande come l’immenso mare” Impariamo a vivere nel vuoto profondo che si è palesato all’improvviso con devozione. Si affacciano nelle mente leggendo gli ultimi versi le parole che usò Papa Francesco qualche tempo fa: “Pregare non è rifugiarsi in un mondo ideale, non è evadere in una falsa quiete egoistica. Al contrario, pregare è lottare, è lasciare che anche lo Spirito Santo preghi in noi”.
Elita Di Girolamo

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