Scrittoio
Image default
Letteratura Narrativa Recensioni

A volte ritornano

Recensione VA’, METTI UNA SENTINELLA di H. Lee FELTRINELLI

A volte ritornano

Ci sono libri che entrano nel cuore di intere generazioni, libri che vorresti non finissero mai, la cui trama ti appassiona cosi tanto da volerne sempre di più e di più. E ogni lettore conosce il piacere e il tormento dell’attesa di un seguito che forse l’autore non scriverà mai. Lo stesso che sicuramente avranno provato quelli che amano IL BUIO OLTRE LA SIEPE, i quali hanno dovuto aspettare ben cinquantacinque anni, per avere quel  seguito tanto desiderato, e di cui questa recensione si occupa : VA’, METTI UNA SENTINELLA.  Ambientato a vent’anni di distanza dalle vicende del libro precedente, questa nuova storia vede Scout, ormai diventata una giovane donna, tornare da New York, dove vive, al paese della sua infanzia, per far visita al padre, anziano e malato. A differenza del primo libro, che è narrato in prima persona, qui l’autrice ricorre alla terza persona, come se avesse voluto prendere distanza dalla sua protagonista, come se non la sentisse più sua, ora che non è più quella bambina curiosa e spericolata che avevamo imparato a conoscere, anche se a tratti riemerge nel corso nella narrazione. Anche gli altri personaggi sono molto cambiati. Atticus, per esempio, non è più l’avvocato – eroe del libro precedente, ma un uomo anziano che non riesce ad adattarsi ad un mondo che sta velocemente cambiando e vorrebbe che tutto restasse fermo come quando era giovane. Insomma si nota un certo distacco tra la scrittrice e i suoi personaggi, come se non li amasse più. Come se avesse scritto il libro per compiacere qualcuno, anziché perché sentiva davvero questa storia nel cuore. Ciononostante anche questo libro contiene un insegnamento: cosa vuol dire diventare grandi, farsi persona a tutto tondo, con le proprie idee, i propri pensieri e i propri sentimenti. Ovviamente questo è solo il mio punto di vista. Si può essere d’accordo o in disaccordo con quanto ho detto. E’ un’opera minore, certo, ma che comunque merita il suo posto nella scaffalatura.

Related posts

Viaggio interiore

Selene Luise

Ossessione

Selene Luise

La condanna ad essere umani. Recensione L’EGOISMO DEL RESPIRO di G. STRAPPARAVA

Selene Luise

Lascia un Commento