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La sezione aurea della poesia

Recensione RETROGAMES di G. Tracanna  Daimon Edizioni

La sezione aurea della poesia

Può una formica descrivere un grattacielo? No, direte voi. Eppure è esattamente quello che sta provando a fare la sottoscritta. Questa recensione infatti ha un che di particolare e, per certi versi, anche di titanico, poiché non ha ad oggetto un romanzo, ma un libro di poesie.  Essendo la prima volta che recensisco un libro di poesie, non sono sicura di quel che ne verrà fuori. Forse non sarà uno dei miei pezzi migliori, anche per le caratteristiche intrinseche dei testi contenuti della raccolta, i quali difficilmente si prestano a interpretazione, e per la mia imperizia in fatto di raccolte poetiche. Prego, quindi, l’autore della raccolta e chi leggerà il pezzo di aver pazienza.  La raccolta di poesie oggetto della recensione, RETROGAMES, ci viene presentata in copertina come dei “viaggi nel tempo” che l’autore compie a ritroso, attraverso le sue varie esperienze di vita e lo fa con delle poesie che oserei descrivere con il termine “perfezione”, per come sono strutturate.  Niente è lasciato al caso, ogni termine è al posto giusto nel verso giusto, non ci sono stonature e la loro lettura scorre liscia come l’olio.  In molte di esse sono inseriti termini stranieri che, anziché ostacolare la lettura o renderla stentata, si integrano perfettamente nel testo in italiano, a riprova della bravura dell’autore nel sapersi destreggiare con parole anche di lingue diverse, senza perdere il ritmo della metrica né apparire saccente o pedante. Qui di certo non vale l’aforisma di Umberto Eco, secondo il quale l’uso di termini stranieri “non fa bon ton”. Anzi, i termini stranieri contribuiscono a creare una sapiente polifonia che rende ogni poesia musica per il lettore.  Non smetteresti mai di leggerle ad alta  voce, tanto è dolce il suono che si crea. L’autore ricorre frequentemente alla mitologia, a dimostrazione della sua immensa cultura, nonché conoscenza del mondo e dell’animo umano, che niente meglio della mitologia sa interpretare, dato che i personaggi mitologici nascono essenzialmente dai timori e dalle speranze dell’umanità. Dal suo continuo interrogarsi sul mondo e su tutto ciò che in esso vive e agisce. Frequenti sono anche i ricorsi alle metafore a ai simboli. Siamo di fronte a una “foresta di simboli”. Tutto ciò a prova la sapiente maestria dell’autore nel creare poesie perfette sotto ogni punto di vista, nel creare, appunto, una sezione aurea poetica, degna dei più grandi “mostri sacri” della letteratura.  Questa raccolta è un ottimo strumento, per capire cos’è veramente la poesia, ma soprattutto per carpirne l’essenza: la bellezza.  Perché questo è la poesia: trasmettere il bello, quell’ideale supremo di bello che solo la poesia può incarnare e non solo nella parola scritta. Essa , infatti, è ovunque. In tutto ciò che rende l’essere umano qualcosa di più di uno dei tanti membri del regno animale. La poesia è  vita. Questo l’indegno parere della formica che ha provato a descrivere un grattacielo. Che ci sia riuscita o meno dovrà deciderlo il lettore, che invito vivamente a leggere e rileggere questa raccolta, poiché più la leggi più l’apprezzi e ti arricchisci interiormente. E Spero che all’autore non dispiacciano le mie maldestre parole.

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