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Ricordi d’infanzia (Per un mondo a misura di bambino): un libro di Angelo Cioeta

“Eravamo un gruppo di amici molto affiatato, succede quando alla base dei rapporti c’è quel tempo necessario per la condivisione degli spazi, l’accordo comune sulle regole dei giochi e la spassionata voglia di fare cose non solo per se stessi, ma per quella piccola comunità di quartiere che all’epoca era tutto il nostro mondo

L’obiettivo è semplicemente uno: ricordare a bambini e adulti cosa significa l’infanzia, far notare loro la fortuna di essere nati e cresciuti in contesti dove il gioco, il divertimento e la fantasia sembrano essere scontati”.

ricordi di infanzia libro

Dopo l’intervista allo scrittore Angelo Cioeta, vi propongo un approfondimento sul suo libro Ricordi d’infanzia (Per un mondo a misura di bambino).

L’idea

L’idea di fare un libro con protagonista un piccolo pezzo del nostro territorio nasce da una serie di piccoli eventi che si sono realizzati nel giro di poco tempo, quasi coincidenti tra loro. Il tutto ha avuto inizio, sicuramente, dal “tempo che fu”. Fino a pochi anni fa, Via Madre Teresa di Calcutta era Via Vigne Corte, oggi ridimensionata al tratto di strada immediatamente precedente la scuola media Salvatore Marchetti. Per chi l’ha vissuta fin da bambino, per coloro che in passato erano giovani mamme e papà, oppure erano adolescenti che oggi sono adulti, per chi ci ha vissuto gli ultimi anni della sua vita oppure ci ha lasciato prematuramente, quella zona di Giulianello era ed è un posto che ha conosciuto un momento di vitalità altissimo, grazie ai tanti bambini e alle tante bambine che hanno riempito la vita dei residenti per giornate intere. Oggi, aprire la porta ed uscire di casa, vedere quella strada vuota e povera di vitalità, significa tuffarsi, inevitabilmente, nella nostalgia di un passato che probabilmente nessuno sarà in grado di far rivivere. Il tempo che fu, però, può essere un’ottima fonte di ispirazione e, ad un certo punto, potrebbe bussare alla porta e chiedere di essere ricordato, casomai per lasciare una ulteriore affermazione della tesi secondo cui ricordando il passato, è possibile costruire un futuro migliore. Mi è capitato, quindi, come accade spesso, di prendere carta e penna, di sedermi su una delle due panchine che ci sono in quella zona, di osservare, immaginare e scrivere l’articolo dal titolo Via Vigne Corte, tra nostalgia e utopia (lo troverete sfogliando le pagine di questo libro), dove ricordo il passato ma allo stesso tempo propongo idee per “rilanciare” la zona. L’articolo, pubblicato sul mio blog http://elnuevodia.altervista.org,  ha riscosso un bel successo, con centinaia di lettori e con molte persone che hanno avuto piacere di spostare, seppur per poche righe, le lancette dell’orologio indietro nel tempo. Pochi giorni dopo, presso il Museo della città e del territorio di Cori, sono entrato in contatto con la presentazione del libro All’ombra del Tempio. Si tratta di un’opera che narra storie di vita corese, alcune vere, altre ispirate a fatti realmente accaduti, dove protagonista è il contesto della città di Cori. È la scintilla che fa accendere l’idea, che proietta la mia mente verso la realizzazione di un libro in grado di narrare non storie, ma un pezzo di vita, una fotografia di un passato spensierato. Un’idea semplice, senza alcuna pretesa di diventare un modello di letteratura, che però intende realizzare un’ambizione: aprire una finestra sul mondo. Nel 2017 ho conseguito l’attestato di partecipazione al seminario UNICEF, dal titolo Un mondo in cambiamento: quali orizzonti per la tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti, nel quadro degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile? Durante la realizzazione del libro, questa esperienza mi è tornata molto utile, perché ha portato a creare una sezione dell’opera sulla situazione dei bambini nel mondo, sul fatto che la fantasia, la libertà e la spensieratezza che caratterizzano l’infanzia in quella parte del globo caratterizzata dal benessere, sono un patrimonio da conservare e tutelare, da estendere lì dove i bambini, per necessità, sono costretti a diventare adulti prima del tempo. Dunque: nostalgia, passato, futuro, ma anche diritti. Il libro, nella sua semplicità, vuole essere un punto di riflessione e discussione. Fuori dal nostro giardino c’è un mondo da conoscere. Forse, non è un caso se da bambini provammo a fare lo spettacolo teatrale Cipì, ispirato all’omonima opera di Mario Lodi.

 

Il libro

Il libro si presenta al lettore piccolo e semplice, sfogliabile nel giro di pochi minuti. Si tratta di una scelta ben precisa del sottoscritto, in quanto l’intenzione è quella di trattare con leggerezza una tematica caratterizzata dalla spensieratezza del bambino, senza appesantire eccessivamente i contenuti. Il primo testo che leggerete, dal titolo Via Vigne Corte: tra nostalgia e utopia, si presenta come una introduzione alle pagine successive, che saranno caratterizzate da brevi contenuti relativi ai giochi che facevamo da bambini in quella zona di Giulianello di Cori (LT) dove, ancora oggi, molti di noi vivono. Riguardo l’aspetto del gioco, le pagine del libro si presentano come una sorta di piccolo manuale, che non segue in pieno una determinata logica e una struttura precisa, ma riescono nel loro insieme ad offrire spunti di riflessione importanti e regole su come fare una determinata attività ludica. Riguardo il primo aspetto, genitori e tutti coloro che hanno rapporti stretti con i bambini, potranno utilizzare il libro come strumento per far comprendere loro la necessità e l’importanza di vivere un’infanzia caratterizzata da libertà e spensieratezza, dal libero sfogo alla fantasia e alla capacità di adeguamento ad un determinato contesto, da uno stretto rapporto con la natura, dalla necessità di uscire di casa e rendersi il più possibile indipendenti dalle tecnologie attuali, che troppo spesso alienano il bambino davanti a schermi di PC, tablet, smartphone e simili, facendogli perdere alcuni aspetti semplici della vita infantile, come quelli elencati qualche riga prima. Riguardo alcuni giochi, ci sarà solo la descrizione con relative regole. In altri casi, invece, ci saranno anche esperienze d’infanzia vissute dal sottoscritto e i propri amici, la descrizione di come riuscivamo a svolgere una determinata attività senza l’ausilio degli strumenti adatti. Addirittura, articoli dedicati a sport come pallavolo e calcio saranno privi di spiegazioni riguardanti le regole, ma conterranno soltanto “elogi alla fantasia”. Per buona parte della lettura, dunque, il libro si caratterizzerà per un sentiero pieno di diversità: nostalgia, fantasia, regole del gioco, natura, sport e luoghi. Riguardo quest’ultimo aspetto, l’opera dedica spazio a un luogo fondamentale per la vita dell’individuo – la casa – e a posti che, a prima vista, appaiono anonimi e scontati nella loro destinazione: l’aiuola e il marciapiede. Nel primo caso, si capirà come la casa non era luogo principe dello svago, ma solo alternativa in caso di “avverse condizioni meteo” o altri ostacoli particolari; nel secondo e nel terzo, invece, le caratteristiche della scontatezza e dell’anonimato spariranno, sostituite da ben altro.

Parlare di quello che abbiamo fatto non significa esaltare una piccola “elite” di bambini, quasi a volerli mettere su un piano superiore rispetto ai loro coetanei. Semplicemente, attraverso la loro storia, si intende dimostrare quello che facevano tanti di loro in diverse parti d’Italia e, più in generale, del mondo, soprattutto dove vige il rispetto della persona umana. A tal proposito, la descrizione delle attività e dei giochi assume un valore maggiore: è un tesoro che va preservato, valorizzato e diffuso lì dove l’infanzia ancora non è arrivata. È bene precisare, infatti, che non tutti i bambini vivono nella spensieratezza, ma si ritrovano spesso in contesti drammatici, caratterizzati da guerre, fame, povertà. Si tratta di situazioni che, in diverse misure, si riscontrano dappertutto. Nel corso della lettura, dunque, si arriverà ad un punto in cui, quel leggere spensierato di cui si parlava all’inizio, lascerà in parte il posto alla riflessione e ad un piccolo sforzo mentale sulle problematiche che attanagliano numerosi bambini nel mondo. Non sarà nulla di esaustivo, ci saranno solo cenni ed estratti di alcuni interventi. L’obiettivo è semplicemente uno: “ricordare” a bambini e adulti cosa significa l’infanzia, far notare loro la fortuna di essere nati e cresciuti in contesti dove il gioco, il divertimento e la fantasia sembrano essere scontati. Nella speranza che il libro sia piacevole e d’interesse, auguro una buona lettura.

Come ci ha raccontato di sé l’Autore?

“Faccio parte di quella generazione di leoni nata mentre l’URSS si scioglieva e il World Wide Web inaugurava una nuova epoca. Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso “La Sapienza” (Roma), in passato sono stato Coordinatore del Circolo del Partito Democratico di Giulianello e membro del Consiglio Giovani di Cori e Giulianello. Collaboro con diverse testate giornalistiche e gestisco un blog personale: http://www.elnuevodia.altervista.org. Membro di quella corrente di pensiero che odia gli indifferenti e che punta alla luna e non al dito, si impegna quotidianamente nella dura arte di fugare i luoghi chiusi. Per finire, a comporre la mia vita ci sono anche sport, natura, viaggi, famiglia e amici”.

Se volete sapere di più su Angelo Cioeta, leggete l’intervista a lui dedicata qui.

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