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Poesia

ALBERO DI LINO

Sono a parlare di me, del mio pigiama addosso

dobbiamo approfondire le tematiche

che ci portiamo ai confini dei nostri destini, tipo: le piogge che fanno

quello che vogliono, le mezze stagioni

che s’impastano con i caldi, i confini dei cieli

proprio quelli. Dispiace vedere i contenuti chiusi

piacerebbe leggere tra le tue labbra

e dietro la nuca. Il paragone che si fa

domandare a chi sa meglio di uno sconosciuto

ma, inutile sentire lo specchio, le ombre

si allontanano in fretta. Il sonno prende per mano

la poca virilità di uno starnuto, quel tanto e un letto

diventa un calvario, la presa morente di un esercizio

fissato sulle pareti. Tu sei finito dentro un mondo

di cimici e formiche laboriose, verranno sostituite al momento

opportuno da quelle che aspettano il secondo battito.

Entrare per essere titolare. E’ tutta qui la lotta. Tu sei la scorta

di un vangelo, la presa del vino pulito su questo albero di lino.

 

Sergio Mascitti

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