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Poesia

Una casa vuota, una casa piena

E arrivò il famoso blocco dello scrittore.

Arrivò il giorno in cui mi raccontarono di una casa

lasciata vuota da una vecchia zia.

Persi tutto quello che avevo da dire

perché di quella persona solitaria

restava solo questo:

cassetti, armadi, stanze e scatoloni

pieni di oggetti di ogni sorta

accumulati con la costanza dell’ossessione

e la tenacia segreta della disperazione.

Accadde che non seppi cosa dire

poiché l’infelicità umana è condizione nota a tutti

e cantata dai poeti di ogni tempo,

ma quella di una persona che non c’è

resta sulla terra

con le sue sembianze di merce impolverata

scoperta durante un pomeriggio

in una casa da svuotare.

Quel vuoto esistenziale finisce impacchettato

accanto al bidone dei rifiuti:

non esiste la differenziata

per la solitudine di chi se n’è andato

e non puoi sbarazzarti

del vuoto di un altro

che non è stato colmato.

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