Scrittoio
Poesia

SensAzione

Questo foglio è

il rifugio dell’incapace

del nostalgico

dell’incompreso

La capanna sull’albero

dell’eterno bambino,

il letto sfatto del nostalgico

che sfugge un po’ a sé stesso

e decide di trovarsi

quando i contorni sono meno netti

perché le sue emozioni amano

il favore delle tenebre fresche della sera.

Queste quattro parole messe insieme

Sono la possibilità

di sentirsi padroni delle proprie illusioni

quando già la facoltà

di sentire qualcosa

assume un valore inestimabile.

Quindi, si può dedurre facilmente,

la scrittura è un dono

assai democratico,

poiché l’investimento è minimo

e, a dirla tutta,

anche il guadagno,

ma forse questo dipende dai soliti punti di vista.

La parola non è altro

che un attimo di niente

o un attimo di tutto:

persino il suo valore è assai relativo.

C’è solo un “clic” appena percettibile

che scatta da qualche parte

dentro o fuori

 persino in mezzo al traffico.

E non serve nemmeno cercare

a lungo le parole

perché l’artificio dura molto poco

se la gratuità dell’azione non lo sostiene.

Io, per esempio,

che tento di scrivere,

sono solo un cercatore folle

che si finge paroliere

perché è assai piacevole tentare

di comprendere il mondo

attraverso il pensiero,

Ma la vera sfida sarebbe

trovarsi interi dentro le parole

leggersi senza finire in pezzi

rileggersi per specchiarsi

ascoltarsi per fondersi in pace

col mondo circostante

e poi divenire,diventare

per poi silenziosamente sparire

nella pausa di un punto,

tra le parole scritte di fretta

buttate sul foglio scarabocchiato.

E se fosse possibile

ritrovarsi completi in quelle parole

senza spaccarsi come il cristallo,

e ritornare interi e compiuti

la vita sarebbe un viaggio fantastico

alla ricerca delle proprie parole.

Ma diciamo tutti

che stiamo cercando un senso,

anche se non sappiamo quando l’abbiamo perso,

e non ci interessa sapere se esiste

né distruggere un potenziale bugia

vecchia come il mondo.

O forse non vogliamo cambiare rotta

perché il timore più grosso

e quello più stupido

ci tiene gli occhi incollati

a una mappa incomprensibile e senza meta.

Senza sapere dove siamo

 cerchiamo ardentemente una meta

perdendoci  il viaggio più bello di tutti:

quello che comporta migliaia di imprevisti,

l’avventura infinita di quando si era bambini

senza tempo

e senza destinazione.

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