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Narrativa

~The other side of the moon~ Sospiri-parte6

La battuta di caccia del giorno seguente allontanò tutti gli uomini dal castello.

Dopo una veloce colazione tutti partirono verso la foresta.

Quella mattina Luna aveva mangiato con calma nel tentativo di nascondere l’emozione di avere Hermes tutto per sé.

Era strano non avere  accanto Nicholas a pronunciare paroloni accademici, con il suo inglese perfettamente british e i suoi gemelli d’oro.

Hermes discuteva con la signora Linfimers dei dipinti di Caspar David Friedrich

《Zia, dovete sapere che sono delle vere opere d’arte.

Io li ho potuti osservare di persona》

La zia annuì 《Hermes, non lo metto in dubbio ma, personalmente, preferisco le linee morbide di Raffaello.》

Luna sorrise 《L’uomo è piccolo davanti alla maestosità della natura. Ecco Friedrich》si versò del té e si voltò verso Luna《Nulla poteva essere più esplicativo della vostra spiegazione Signorina Luna》le sorrise con ammirazione e, lontano dallo sguardo della zia, ammicò.

Sorrise imbarazzata e distolse lo sguardo.

Sarebbe stata una giornata interessante.

 

Finita la colazione, Luna chiese il permesso di uscire a fare una passeggiata in giardino.

Le signore acconsentirono distrattamente.

Il sole investì il suo volto.

La giornata primaverile gioiva regalando colore a tutto, il giardiniere potava le rose, il cocchiere lucidava la carrozza e una farfalla dalle grandi ali gialli le danzò intorno.

Aprì l’ombrellino parasole in tinta con il suo abito smeraldo e iniziò a percorrere i sentieri di quell’immenso giardino.

Il volto di Hermes faceva prepotentemente capolino tra i suoi pensieri: il suo sorriso, la sua gentilezza, la sua allegria contagiosa.

Quanto avrebbe voluto passare più tempo con lui, quando avrebbe voluto che Nicholas la notte precedente non avesse interrotto il loro incontro.

Avrebbe voluto solo questo o, perlomeno, la sua presenza in quel momento.

Quel ragazzo parlava lo stesso linguaggio della natura, la conosceva profondamente.

La natura era la sua musa, la sua culla al di là del tempo che scorreva

Erano identici forse, compatibili come estate e caldo, come passione e gioia.

Non doveva permettere che svanisse tutto quanto.

《Bella giornata, non trova?》la voce alle sue spalle le fece arrivare il cuore in gola.

Si voltò. Ecco quel verde così famigliare.

《Stupenda, oserei dire Signor Linfimers》

E la gioia esplose in entrambi.

Ora il mondo girava nel senso giusto.

《Posso accompagnarvi?》

Le chiese offrendole il braccio.

La ragazza accettò il suo invito.

《Sa, mi sento molto onorato a starvi accanto. Vi piaccio nonostante la mia eccentricità》

Luna chiuse l’ombrello da passeggio

《Freni signor Linfimers. Io non ho mai detto questo》si lisciò il vestito 《Ma devo ammettere che la vostra vena artistica non guasta》

Hermes le fece un mezzo inchino al quale rispose con una risata cristallina.

Quanto stava bene. Non si era mai sentita così.

《La vostra compagnia mi rallegra. E i vostri dipinti sono assolutamente eccezionali. Non dovreste nascondere qualcosa del genere》gli disse con preoccupazione. Hermes raccolse una margherita e gliela porse 《Signorina, a casa mia gli artisti di strada non laureati non sono ben visti. Mi è stato detto più volte di mollare. Ma perché avrei dovuto farlo? Privarmi di una delle mie ragione di vita? Mai》rispose con fermezza.

《Avete fatto bene. Le pretese sono caratteristica di molte famiglie benestanti, come le nostre. E non riguardano solo gli studi》

Il volto di Luna si era rabbuiato.

《Pretendono anche che voi sposiate chi vogliono loro. Il medico ricco, elegante, formale e spesso altezzoso.》

Hermes le lasciò il braccio per poterla guardare dritta negli occhi

《I vostri genitori vogliono che diventiate la moglie di mio cugino》

Luna annuì e una lacrima le attraversò il viso prima che potesse alzare gli occhi al cielo per ricacciarla indietro.

《Voi non siete obbligata. Contate sulla mia amicizia》

le disse sfiorandole una mano.

Luna gliela strinse e non aggiunse altre parole per qualche minuto.

Il paesaggio intorno era bagnato dal sole di mezzogiorno, i rumori provenienti dalla villa suggerivano che le cameriere stavano allestendo la sala da pranzo.

Continuarono a camminare in silenzio per un pò.

《Venite con me》le disse improvvisamente.

La siepe dipingeva d’ombra sentieri secolari, proteggeva da sguardi indiscreti la vita delle creature del bosco, celava le loro sagome in fuga.

《Posso chiedervi dove siamo diretti?》

Gli chiese con un sorriso.

Hermes accelerò il passo 《È una sorpresa》e non aggiunse altro.

 

La natura li inghiottì ovattando la realtà.

La siepe scomparve alle loro spalle per lasciare  spazio a un’enorme distesa di tulipani rosa, animati dal vento come  marionette dai loro fili.

Solo il canto degli uccelli si frapponeva ai loro passi, solo l’alito del vento accompagnava i loro respiri.

Oltre la distesa floreale si erigeva  un’enorme struttura dai connotati di un’epoca passata, dall’aria abbandonata tipica del tempo che, inesorabile, l’aveva privata della sua fresca e giovane bellezza.

《Questa villa, ad occhio e croce, ha una centinaia d’anni》esclamò Luna.

Hermes le porse la mano

《Siete splendida con questa luce. Sappiatelo》

E proseguì verso l’ingresso.

《Ci sono cose signorina Luna che sono difficili da gestire.

E  so che anche voi avete lo stesso problema. In pochi conoscono il simbolo che portate al collo. Ma io sono uno di quei pochi》

Luna si portò istintivamente la mano al collo verso la sua triscele di smeraldi.

《Credete che io non mi sia accorta?  del pentacolo inciso sulla vostra giacca?》

I due si fissarono, in guardia. Tenevano le distanze e si scrutavano a vicenda.

《Siamo entrambi pagani》disse Hermes alla fine con un sorriso radioso 《Questo mi rende infinitamente felice.

Vorrei mostrarvi il mio covo segreto》

le disse, invitandola a raggiungere l’ingresso.

La villa aprì le sue porte ai due ospiti.

Il primo piano sembrava totalmente abbandonato, deserto, sporco.

《Benvenuta》le fece un inchino《Questo è il primo piano, naturalmente abbandonato》

Luna rise 《Dovrei avere paura di sporcarmi il vestito?》disse tenendosi le gonne

《Qua  è probabile, ma passando di qua no》

Hermes spostò un vecchio mobile con i vetri frantumati e le mostrò una piccola porta.

《a partire da qui no di certo》

le porse nuovamente la mano e attraversarono insieme l’uscio.

Un enorme stanza decorata da mobilio d’antiquariato si affacciava sulla campagna. Distesa immensa, priva di interferenze umane.

Le pareti erano colme di ritratti, paesaggi, colori, schizzi.

Sulla tavola colori, pennelli, libri e candele, molte candele.

Hermes le offrì un posto su una poltrona dorata.

《Bene è qui che esercito la mia arte》

Volse lo sguardo al mare verde le cui onde agitavano i fili d’erba.

《È molto bello》

《Ora che voi siete qua è speciale》

le disse voltandole le spalle per qualche secondo.

Quando si voltò aveva tra le mani una tela e una tavolozza ancora vuota.

《Potrei?》le chiese dolcemente.

Luna si alzò e raggiunse la finestra

《Potresti dipingermi cosi》tirò una parte delle tende 《quasi in ombra》

Hermes si sfregò il mento

《Voi mi avete dato del tu?》

《Sarebbe ora Hermes》

Hermes fece spallucce 《Per me va benissimo  sign… ehm Luna》preparò la tavolozza con la precisione di un matematico 《Ora se mi permetti》

Afferrò un cavalletto malandato e uno sgabello di mogano impolverato.

Iniziò a dipingere. Il sole faceva risplendere il verde intrappolato dietro i suoi occhi, come se qualcuno avesse preso delle foglie fresche di pioggia e le avesse intrappolate all’interno di un barattolo di cristallo.

Quegli occhi esprimevano molto più di una semplice concentrazione.

Ogni tanto si spostavano dalla tela alla ragazza alla finestra.

I suoi tratti erano maturi e incorniciati da un filo di barba.

Luna non riusciva a smettere a pensare che fosse pericolosamente bello e affascinante nella sua vivacità.

Era spontaneo, capace di fare il solletico al mondo intero con una sola parola.

Hermes era una gioia.

《Luna dovresti guardare fuori dalla finestra. Se guardi in questa direzione non riesco a dipingere correttamente il tuo profilo》disse riavviandosi i capelli in disordine.

Ma quando incrociò realmente il suo sguardo lasciò cadere la tavolozza a terra. Il suo sguardo era intento a percorrere ogni tratto del suo viso.

L’attenzione di Luna era totalmente indirizzata ad Hermes.

《Luna》

Sì avvicinò a lei con calma.

《Hermes》

Gli poggiò una mano sulla spalla.

Hermes ne baciò il dorso con estrema cautela.

Non si scambiarono una semplice occhiata, si osservarono.

Si percorsero a vicenda con lo sguardo.

E il loro cuore corse più del vento.

 

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