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Narrativa

L’identità – di Milan Kundera

Non sapendo come sottrarsi a quella amorosa inquisizione, Chantal pensò di dirgli qualcosa di spiritoso: fu allora che le tornarono in mente la passeggiata del mattino e gli uomini trasformati in alberi di bambini e si ricordò di quella frase che le era rimasta nella testa come un piccolo oggetto dimenticato: “Gli uomini non si voltano più a guardarmi”. Decise di ricorrere a quella frase per evitare qualunque discussione seria, e si sforzò di pronunciarla con il tono più leggero possibile: ma con grande stupore avvertì nella propria voce un’inflessione amara e malinconica. E quella stessa malinconia se la sentiva stampata in faccia. Capì allora che sarebbe stata fraintesa.

Vide Jean-Marc che la guardava, a lungo, con un’espressione grave, e sentì che sotto quello sguardo nel profondo del suo corpo si accendeva un fuoco. Quel fuoco le si propagava rapidamente nel ventre, le saliva nel petto, le incendiava le guance, e intanto lei sentì Jean-Marc ripetere: “Gli uomini non si voltano più a guardarti. Davvero sei triste per questo?”.

Chantal si sentiva la faccia come un tizzone ardente, e la pelle madida di sudore; sapeva che, per via di quel rossore, la sua frase acquisiva un’importanza spropositata.

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